Il Suicidio di una CiviltÃ
Uscito dal neurone di iotomy
mercoledì, 07 gennaio 2009 ,13:26
Diceva Arnold Toynbee, grande storico inglese vissuto nel secolo scorso, che «le civiltà non muoiono per omicidio, ma per suicidio».L'Europa ha scelto la sua linea.
Appoggiare i carnefici e infierire sulla vittima.
E questa è la linea scelta anche dalla Chiesa Cattolica.
Le parole dell'arciprete di Milano sono una sentenza di condanna per il mondo Occidentale:"E' stata una mancanza di sensibilità".
Si riferiva all'invasione di Piazza del Duomo, dove migliaia di musulmani si sono ritrovati a pregare rivolti verso LaMecca.
Ero a Milano quel giorno.
Ogni volta che ci si avvicina alla Maria Nascente, provenendo da Via Dante, si prova un senso di benessere.
Il Duomo è un simbolo, la Madonnina veglia sulla città e protegge i milanesi.
La Piazza è bellissima, circondata da Palazzi Rinascimentali, a sinistra la Galleria, oltre la Galleria il Teatro la Scala.
E' il centro della vita di ogni milanese.
I Meneghini si riconoscono subito.
Abbigliamento elegante, borsa in pelle e passo spedito.
I benpensanti considerano Milano il centro del marcio capitalismo occidentale.
Negozi, firme di lusso, centinaia e centinaia di sacchetti. E' la patria dello shopping sfrenato.
E' anche la capitale economica del Paese.
Un milanese lavora dieci ore al giorno. E' instancabile, stakanovista.
Lotta ogni giorno per migliorarsi.
E' la cultura Occidentale.
Nessuno ti da niente, tutto va conquistato con il proprio sudore, con le proprie capacità.
Non ti devi lamentare, là fuori troverai solo qualcuno che intende metterti i bastoni tra le ruote e limitare le tue ambizioni, il tuo successo, la voglia di migliorare la tua posizione sociale.
Ci sono entrambe le facce della cultura Occidentale.
La voglia di migliorarsi con le proprie capacità.
La frustrazione di dover sempre e comunque migliorare, sopravanzare l'altro.
Le scene di domenica mostrano l'opposta concezione della vita.
Uomini, donne e bambini che credono che tutto sia nelle mani di un Dio.
Non serve lavorare, non serve vivere questa vita in funzione di questa vita stessa.
Ogni azione è fatta per gratificare un Dio.
Un Dio lontano, che dà ordini su come vivere questa vita solo in funzione del dopo-morte.
Succede lo stesso a qualche Cristiano, convinto che il senso alla vita lo possa dare una vita dopo la morte.
Ma mai si era visto un Cristiano bloccare l'accesso al luogo di culto al credente di un'altra fede.
Questo è cio che è successo a Milano.
Credenti cristiani non hanno potuto entrare nel Duomo della loro città perchè impossibilitati da credenti di altre fedi.
Fedeli arroganti, fedeli minacciosi.
E le massime parole di critica sono state:" Mancanza di sensibilità".
Se questo non è un suicidio...
Volenti o nolenti siamo condannati alla convivenza con altre culture.
Ma è raccapricciante come il non voler ferire la sensibilità degli altri conduca alla propria repressione.
L'occupazione del Sagrato non è mancanza di sensibilità.
E' mancanza di Rispetto per la gente, per la cultura e per la storia di una Città, di uno Stato Nazionale.
Ma la vera mancanza di Rispetto è nostra.
E' dell'Occidente, incapace di Rispettare se stesso e gli Uomini che hanno permesso all'Occidente di essere quello che è.
Una cultura rispettosa di tutte le culture, capace di migliorare le condizioni di vita di tutta la sua popolazione.
E' difficile prendere una posizione radicale.
Questo porta a predicare la tolleranza.
Tutti si riempiono la bocca con la tolleranza, in nome del multiculturalismo e della pacifica convivenza.
Questo è il mio pensiero.
La tolleranza dovrebbe essere una fase di passaggio. Dovrebbe portare al rispetto. Tollerare è offendere.
-Johann Wolfgang Göethe-
categoria:italia, milano, islam, libertà , occidente
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