Nucleare: Stop delle Regioni

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 23 ottobre 2009,19:59
La notizia è del 20 ottobre ed è riportata dal Sole24Ore.
Almeno 12 regioni avrebbero ricorso alla Corte Costituionale per bloccare il ritorno del nucleare.

Con ogni probabilità entro febbraio, il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe rendere ufficiali i criteri in base ai quali saranno scelti i luoghi nucleari d'Italia. Luoghi nei quali la battaglia s'annuncia feroce. Già una dozzina di regioni hanno annunciato che ricorreranno alla Corte costituzionale contro il decreto nucleare con cui in settembre Scajola aveva previsto che, in caso di contenzioso senza soluzione, lo Stato avrebbe potuto imporre la sua scelta atomica alle regioni in cui le centrali sorgeranno. Il ricorso si baserebbe sul fatto che l'energia è materia concorrente, cioè da condividere, tra Stato e Regioni, e nessuna delle due parti può imporre nulla all'altra. Così gli uffici legali delle regioni si sono messi all'opera e stanno preparando i ricorsi. Accade ad esempio in Piemonte. E l'assessore all'Energia della regione Lazio, Giuseppe Parroncini, spega: "Il Governo non potrà ignorare il piano energetico regionale".

Riservando ad altro post tutte le considerazioni sulla validità del progetto nucleare, è opportuno fare un breve discorso in relazione al documento che prevede il ritorno dell'Energia Atomica.
Nel testo votato al Parlamento c'è un emendamento nel quale il Governo si riserva il diritto di estromettere gli enti locali, in questo caso le Regioni, da ogni discussione rispetto alla collocazione delle Centrali.

L'impegno del Governo di riportare la tecnologia in Italia è espresso anche nel programma elettorale.
Di questo bisogna dare atto perchè non su tutti i fronti il decisionismo è stato così solerte.
Ma c'è un problema.
In democrazia è necessario considerare l'opinione di tutti gli enti interessati e rinunciare al progetto nel caso di mancato accordo. Insomma, la democrazia prima di tutto.
Questo in realtà è un mezzo problema, perchè la decisione dovrebbe spettare alla cittadinanza.
Compito del Governo è quello di informare correttamente la popolazione della bontà dei propri progetti. Informare e creare il consenso necessario affinchè non ci si trovi in situazioni di protesta, manifestazioni e quindi in ritardi.

Purtroppo bisogna constatare che il consenso non è stato creato, non per la pochezza del progetto, ma per mancanza di volontà, incapacità comunicativa e perpetuarsi di scontro frontale senza un reale dibattito.

E' evidente che il problema sia sentito. Tutto ciò che riguarda introduzioni tecnologiche è estremamente complesso. E' impensabile spiegare in pochi minuti senza mostrare tabelle, comparazioni con altre tecnologie accettate e dati oggettivi inconfutabili dagli oppositori.

Il Governo dovrebbe impegnarsi in una campagna di sensibilizzazione concreta. Cioè basata sui numeri.
Dimostrare che la rinuncia al nucleare è un errore strategico.
Imporre con la forza può essere una soluzione, ma manca di lungimiranza, poichè se cambiasse la maggioranza sarebbe facile bloccare il progetto in funzione del consenso.
Avere il consenso dei Cittadini significa invece ridurre ai minimi termini le proteste, avere la possibilità di creare un progetto Paese, lungimirante e possibilmente condiviso.

Il Governo sbaglia, si munisca di tecnici specialisti ed utilizzi il Servizio Pubblico Televisivo per spiegare, rispondere alle domande dell'opposizione e dei contrari.
Questa è la linea vincente. Chiarezza, trasparenza, apertura alle diverse opinioni e sensibilità.
categoria:energia, nucleare, governo, regioni
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Commenti
#1    23 Ottobre 2009 - 23:03
 
E secondo te sbattersi per tutto questo eviterebbe manifestazioni e contenziosi di vario tipo? Secondo te basta qualche tabella e qualche bel discorso per smuovere le convinzioni degli ideologizzati anti-nuke? Di nucleare se ne parla, parecchio anche, e se ne parla nelle trasmissioni da parte di gente competente, non da parte del politicante di turno che legge numeri: eppure?

Simone82
utente anonimo

#2    24 Ottobre 2009 - 00:54
 
Quello che dico io è che insieme al politico che definisce una visione del sistema energia, ci siano esperti che spieghino con dovizia e rispondano alle domande, perplessità e paure.
Il punto del mio ragionamento è che purtroppo, ad esclusione della maggioranza dell'elettorato di destra, per motivi ideologici sia ben chiaro, la maggioranza degli elettori non è affatto convinta della bontà del progetto nucleare.
I motivi:
- sono convinti di aver votato un referendum che de-nuclearizza l'Italia.
Il che è un falso poichè non possiamo uscire da accordi internazionali qual'è Euratom. In realtà hanno votato contro le sovvenzioni alle centrali.
- l'ultimo ricordo è legato alla tragedia di Chernobyl. Difficile spiegare la follia degli uomini della nomenklatura del PCUS. Hanno praticamente spento il raffreddamento e il nocciolo non ha retto.
- qualcuno, anzi molti, sono convinti che il nucleare sia una tecnologia vecchia, antiquata. Nulla di più falso, alla domanda perchè non sono state costruite centrali da metà anni '80, si dovrebbe rispondere con il fatto che solo apportando modifiche alle centrali esistenti, la potenza erogata è aumentata a dismisura. Non ho sottomano i dati, ma si parla di un balzo del 30% in termini di efficienza energetica.
- la maggioranza, e qui mi ci metto anch'io, in base alle scelte di gestione, ha una paura fottuta delle scorie. Ma, e mi tranquillizzo, quando le centrali saranno attive in Italia ci sarà la possibilità di ridurre la radioattività attraverso tecniche già sperimentate che sono in fase di sviluppo. Inoltre, la quantità di scorie è stoccabile nelle centrali stesse, poichè occupano spazi relativamente ridotti.
- c'è la convinzione che le fonti rinnovabili, solare ed eolico, possano garantire la base del fabbisogno nazionale. Falso, ovviamente, però bisogna spiegarlo.

Di nucleare se ne parla in internet, dove le posizioni si radicalizzano perchè non si riesce ad avere un dibattito non frammentato.
Ma ricordiamoci che il popolo dei blog è una minoranza. Oltretutto su internet si può trovare tutto ed il contrario di tutto, in base all'ideologia dei siti di riferimento. Quindi non è nemmeno vero che i blogger siano più e meglio informati.

Sulle piccole minoranze politicizzate ed ideologizzate poco si può fare. Ma se la maggioranza bipartisan e consapevole sta dalla parte del Governo, le proteste si ridurranno a qualche schiamazzo.

Spero di essere risultato esauriente.
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#3    24 Ottobre 2009 - 14:21
 
Per esserci consenso ci deve essere un altro che almeno sia disposto ad ascoltarti.

e se venisse detto che nelle regioni in cui vengono installate le centrali gli utenti pagherebbero l'energia con uno sconto?
Si allargherebbe il consenso?
utente anonimo

#4    24 Ottobre 2009 - 15:53
 
Sì che si allargherebbe, ma bisogna anche far passare altri dubbi
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