SolidarietĂ  di Stato?

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 15 aprile 2009,17:27
Sono ormai passati diversi giorni dal Terremoto, non ne ho voluto parlare perchè penso che alle parole bisogna sempre preferire i fatti.
Intanto divampa già la polemica, lasciando perdere Santoro, su come verranno utilizzati i soldi della Solidarietà, provenienti dalle Casse dello Stato e in via totalmente eccezionale dalla meravigliosa partecipazione delle tante Associazioni di Liberi Cittadini.

Questa tragica vicenda dovrebbe far veramente riflettere sulla concezione dello Stato, del ruolo delle Istituzioni nelle questioni di solidarietà.
Questa è per me la dimostrazione che non serve pagare allo Stato soldi per la Collettività.
La Solidarietà Nazionale non necessita di un Ente che assorba soldi con la coercizione delle Tasse.
Ogni Cittadino è consapevole che nel momento del bisogno "è giusto" aiutare gli altri.
Lo diceva Adam Smith nella Teoria dei Sentimenti Morali.

"Per quanto egoista si possa ritenere un uomo, ci sono evidenti principi nella sua natura per cui è interessato alle sorti del prossimo suo e che gli rendono indispensabile l'altrui felicità, benché egli non ne guadagni nulla se non il piacere di contemplarla".

Quella di Adam Smith è una grande ma dimenticata verità.

"L'uomo, semplicemente, agisce con l'intenzione di raggiungere scopi determinati e che il soggetto più qualificato per prendere le necessarie decisioni è egli stesso, piuttosto che altre persone o entità".

E' la sostanziale differenza tra Individuo e Collettivo.
L'Individuo, il singolo, l'unico sa cosa fare, sa come muoversi. Quando vede un altro individuo in difficoltà è umanamente portato ad aiutare.
Il Collettivo, lo Stato, per aiutare deve prima mettersi in moto, deve discutere al suo interno chi e cosa fare. Inevitabilmente finisce per fare molto meno e molto peggio di quello che dovrebbe e potrebbe.

Tutti quegli enormi Organismi Statali e Sovrannazionali, come la FAO, spendono la maggior parte dei soldi per autoalimentarsi, prima che per aiutare i bisognosi, come si propone.

Le Associazioni, i Club, gli Individui stessi, si danno un obiettivo. Liberamente, consapevolmente, portano a termine il compito che si sono prefissati, valutando da vicino le proprie capacità e agendo di conseguenza.
Un'associazione non si darà mai un compito che sa di non poter portare a termine.
Lo Stato lo deve fare PER FORZA, in quanto Stato.

Forse è ora di rompere e buttare nel cestino questa concezione di Nazione.
E' ora di pensare che la Nazione non è un qualcosa di astratto, che dall'alto protegge gli Individui. La Nazione è invece quella somma di Individui, con un Nome, un Cognome, una Faccia, che lavorando per se stessi e in piena Libertà di Coscienza per gli Altri rendono grande e prospera la Nazione.

"La natura, quando ha creato l'uomo perché vivesse in società, lo ha dotato di un innato desiderio di soddisfare e un'avversione a ferire i suoi fratelli. Essa gli ha insegnato a provare piacere per i loro momenti propizi e dolore per quelli infausti. Ancor di più, noi desideriamo assicurarci di meritare un giudizio positivo. Ci educhiamo con impegno di modo che possiamo sperare di essere veramente degni di encomio".

Quando esiste la Libertà di Aiutare, ogni Uomo o Donna lo farà con il Massimo Impegno, con la Forza della Volontà, con lo Spirito di chi può Scegliere e Decidere.

Quando diventa un Obbligo Morale, imposto dall'Alto di un Non Ben Precisato Bene Comune, l'uomo diventa avido, prende le distanze dall'Interesse Collettivo, perchè si sente privato della proprià possibilità di scegliere.
Adam Smith chiama questa "l'evidente e semplice sistema della libertà naturale".


"Le grandi nazioni non sono mai state impoverite dai privati ma lo sono, talvolta, dallo sperpero e dal malgoverno pubblico"