Cai-France: un Pasticcio Evitabile

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 14 gennaio 2009,20:34
Bisogna essere onesti, Alitalia, la Nuova Alitalia è un mezzo pasticcio.
La Compagnia di Bandiera è, o almeno dovrebbe essere, un marchio nazionale da utilizzare per trasportare i passeggeri stranieri verso i propri aeroporti.
Una Nazione che ha una grande storia di Turismo dovrebbe avere una Compagnia di Bandiera, anche in funzione degli accordi bilaterali tra Stati che regolamentano il settore del Trasporto Aereo Extra-Europeo.
Giova infatti ricordare che attualmente le rotte Intercontinentali da e per l'Italia non sono totalmente liberalizzate.

Ciò significa che una Compagnia Aerea interessata a questo mercato deve fregiarsi dello Status di Compagnia di Bandiera.

Alitalia era Compagnia di Bandiera e lo è ancora. Pertanto è, al momento, l'unica accreditata ai voli Extra-Europei.
Perdendo la propria Indipendenza, dopo l'accordo tra Cai e Air France, ha perso una grande occasione.
L'occasione di fare concorrenza alla Francia per il mercato del Turismo.

Inizialmente sono stato un grande sostenitore della Cordata Italiana. Il Patriottismo ha avuto la meglio sullo spirito Liberista che mi contraddistingue, sebbene qualche dubbio sull'utilità di salvare il carrozzone statale non è mai mancato.

Lungi da me dire che aveva ragione Prodi a volerla vendere per intero nel marzo del 2008.
In entrambi i casi, i debiti se li sarebbe sobbarcati ovviamente Pantalone. Con Prodi attraverso Fintecna, con Berlusconi attraverso la Bad Company.
Speriamo che Fantozzi riesca a valorizzare (sic!) al massimo i pezzi scassati della vecchia Compagnia, per limitare al massimo i danni.

Malpensa può comunque restare tranquilla. Anzi deve essere contenta che Cai abbia scelto Air France perchè si trova dinnanzi una grande occasione. Essersi liberata dal Carrozzone apre la possibilità che le rotte vengano liberalizzate, permettendo ad altre Compagnie di occupare gli slot e fare il servizio Intercontinentale sempre mal gestito da Alitalia.

Il Patriottismo avrebbe voluto che Cai si accordasse con Lufthansa. La Compagnia tedesca si proponeva di sviluppare sia Malpensa sia Fiumicino.
La ragione però ci ricorda che Alitalia è sempre lei, è nuova di fondazione ma con i vecchi vizi.
Aquila Selvaggia ha già cominciato a scioperare, ancora. Da vera Corporazione da Regime Fascista, prova ad alzare nuovamente la voce. Sia mai che portano a casa ancora qualcosa in più.

L'unico rammarico per il Governo è quello di essersi lasciato guidare dall'emotività.
Il Fallimento di Alitalia sarebbe stata la miglior soluzione. Gli slot appartenenti alla Compagnia andavano ri-messi all'asta, e i suoi pezzi andavano svenduti smembrandola completamente.

Si sarebbero ottenuti tre risultati.
Si sarebbe evitato di sobbarcare Pantalone con nuovi debiti e Sette anni Sette di Ammortizzatori a tutti, e si sarebbero finalmente mandati a casa quei sedicenti lavoratori che pensano di poter scioperare e creare disagi ogni qual volta il Sole non sorga da Ovest.
E infine, si sarebbe avuta la possibilità di rilanciare il settore aereo liberalizzando le rotte e affidandosi a Compagnie Private che avrebbero certamente investito nel Mercato Italiano del Trasporto Aereo.

Questa volta bisogna ammetterlo.
Sono stato fregato dal Patriottismo a buon prezzo rinunciando a quel Principio fondamentale qual è il Liberismo, vero motore per un'Economia sana e dinamica.

Essere Liberisti è essere Patriottici.
E' molto bene tenerlo a mente per le prossime occasioni che non mancheranno di certo.

Il Pasticcio Alitalia

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 31 ottobre 2008,14:54
Sono stato un sostenitore del salvataggio di Alitalia.
Mi pareva una cosa buona e giusta salvare la Compagnia di Bandiera. E' cosa buona e giusta avere una compagnia di bandiera.
Però adesso è veramente troppo. I cittadini sono incazzati neri. Si sarebbero sobbarcati il debito della malagestione, se la faccenda si fosse risolta.
I continui tira e molla di Sindacati e CAI hanno portato i contribuenti ad un punto di rottura.
Fallire.
Ormai non c'è altra possibilità per mantenere un minimo di dignità nazionale.
Questa baracca deve fallire.
L'attuale Governo si era inizialmente mosso bene. Aveva spianato la strada per un acquisto della società a prezzo migliore rispetto a quello paventato per Air France.
Ma in Italia, qualunque tentativo per salvare la faccia è vano. Inutile, sempre dannoso per i contribuenti onesti, i quali sono obbligati a sobbarcarsi i costi dello Stato spendaccione, fannullone e arraffone.
Bene, preso atto che è impossibile trovare una soluzione differente, è ora di far precipitare definitivamente Alitalia.
Mandiamoli tutti a casa. Piloti, hostess, stewart, manutentori, e soprattutto classe dirigente incapace e incompetente.
Via, fuori dai maroni.

Lascio un articolo di Davide Giacalone,che sicuramente spiega meglio di me qual è la situazione e lo stato d'animo di chi deve sempre tirare fuori il portafoglio per rimediare ai danni altrui.

C’è del surreale, nella non conclusa storia di Alitalia. La trattativa con i sindacati è saltata anche perché, fra le altre cose, si era tirato in ballo un problema previdenziale: ci sono lavoratori che dopo sette anni di cassa integrazione guadagni potrebbero non avere ancora diritto alla pensione. E come si fa? Già, il fatto è che questi sono fuori dalla realtà. Il salvataggio di Alitalia è uno sconcio in sé, perché mette sulle spalle del contribuente il peso di un disastro provocato dalla cattiva politica, dal cattivo sindacato e dalla cattiva gestione, quindi dal cattivo management. Il frutto della cogestione è un buco colossale. Ma invece di chiamarne a risponderne i responsabili lo si sposta nelle casse pubbliche. E non basta, perché oltre ai debiti si pagano anche gli esuberi, tirando fuori i talleri per mantenerli sette anni in cassa integrazione. E non è ancora sufficiente, perché poi dovremo anche pagare la loro pensione, per un’altra trentina d’anni.
Quando avremo fatto tutto questo, in spregio a qualsiasi ragionevolezza e buona amministrazione, ci troveremo ad avere a che fare con altre crisi, con altri esuberi (nessuno parla mai di quelli Telecom, che sono dieci volte quelli di Alitalia), ed allora che diremo? Risponderemo che i lavoratori di Alitalia sono figli della gallina bianca? Oppure offriremo a tutti lo stesso trattamento? Nel primo caso metteremo in una pentola a pressione il ribollire della rabbia sociale, fin quando sarà sul punto d’esplodere. Nel secondo ci toccherà tassare quelli che lavorano fino al sessanta per cento del loro reddito, senza escludere di colpirli anche con una patrimoniale, o indebitarli per altre sette generazioni, sicché, alla fine, i ricchi saranno in cassa integrazione ed i poveri a sgobbare.
Quello che colpisce è che ad un tavolo ci siano imprenditori, la cui ipotetica avventura è possibile solo perché lo Stato interiorizza il debito, e sindacati, il cui consenso è acquisibile scaricando su altri lavoratori il costo dell’operazione. Sono sicuro che se un buon numero di questi ultimi avessero coscienza di quel che succede, non avrebbero dubbi su qual è la ricetta migliore: chiudetela, fatela fallire, vendete i beni all’asta e non chiedeteci più di contribuire.
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Alitalia rimette le Ali

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 05 settembre 2008,22:21
Superata la fase di polemiche sull'esistenza della Cordata, è iniziata la fase delle polemiche sul numero di esuberi da tagliare per rilanciare la compagnia di bandiera.


Questo argomento mi interessa in maniera molto relativa.
Infatti, i tagli al personale non sarebbero mai stati necessari se la gestione non fosse stata esclusivamente clientelare. Per accaparrarsi qualche voto, diciamo.

E' molto più interessante ed utile mettere a fuoco alcuni punti che hanno poco appeal su Quotidiani e nelle discussioni politiche.
Con la modestia che si addice ad un semplice Perito del Trasporto Aereo e quasi Ingegnere Aeronautico, cercherò di chiarire alcuni concetti mai trattati sui Media.

La Normativa Aeronautica: é fondamentale chiarire le differenze tra normativa europea ed internazionale.
A partire dalla Convenzione di Chicago del 1944, furono stabilite le regole.
Nascono le Five Freedom. Una sorta di 5 Comandamenti dell'Aria.
Le limitazioni a queste regole fondamentali sono da sempre dovute alla sicurezza.
Si stabilì, infatti, che la concessione delle Libertà dovesse essere contrattata attravero gli Accordi Bilaterali tra Stati.
Enti certificatori di qualità e sicurezza di ciascuno Stato riconosce la propria controparte Straniera. Questo consente alle compagnie certificate in sede nazionale di poter solcare i cieli dello Stato con cui si è concluso l'accordo.
Nascono gli Accordi, e nascono anche le Black List. Ovvero Stati esclusi dagli Accordi, o per meglio dire, che non ottengono accordi.
Anche al'interno dell'Unione Europea si è ragionato in questi termini sino all'avvento del JAA prima e dell'EASA oggi. Un ente certificatore sovrannazionale, in base ad accordi di Stato, riconosceva gli enti nazionali per tutti gli Stati membri.
Questa manovra ha permesso la liberalizzazione del mercato Europeo.
Infatti, per volare all'interno dell'Europa, con le sue modeste dimensioni, non è necessario disporre di strutture enormi. Di conseguenza, i piccoli vettori nazionali hanno potuto allargare il proprio orizzonte oltre i propri confini.
Questo è stato l'avvento delle Compagnie cosiddette Low Cost.

La Compagnia di Bandiera: appare evidente che il mercato con Paesi Extra-UE non sia libero.
In sostanza, la Compagnia di Bandiera è portatrice dell'Accordo Bilaterale tra Stati. Sia essa privata o statale.
E' la Compagnia di Bandiera che può solcare i cieli internazionali.
Questo concetto evidenza il ruolo strategico della stessa. Infatti, le Compagnie di Bandiera non nascono per portare i propri passeggeri all'estero. Bensì per portare i passeggeri stranieri nel proprio Paese d'origine.
Eì, di fatto, una infrastruttura nazionale, che fa gli interessi della Nazione. Il non ottemperare agli interessi "di Stato" porterebbe alla perdita del proprio Status. L'unica nazione a non possedere una vera e propria compagnia di bandiera, sono gli USA. Gli unici a disporre delle risorse economiche per dar vita a strutture giganti, come quelle richieste a Vettori che effettuano voli trans-oceanici.

Il Mercato Interno: si sente spesso fare riferimento ad AirFrance, la quale possiede l'80-90% del mercato nazionale.
Il mercato interno però, non è sede di profitto per le compagnie Full Service, come quelle di bandiera. Se non per poche tratte. Milano-Roma, ad esempio. Rotte, nelle quali si verifica poi una concorrenza spietata, non solo tra Vettori Aerei, ma tra Infrastrutture nazionali.
Il grosso del mercato interno rientra nei compiti assegnati alla compagnia di bandiera nel ruolo di portatrice degli "interessi di Stato". L'obbligo, in pratica, di garantire il servizio tra le maggiori città.
Il mercato interno è buono per le piccole compagnie. Piccole perchè non hanno bisogno di garantire servizi di interesse nazionale.

Il Mercato Internazionale: le compagnie Full Service traggono i loro guadagni sul Medio-Lungo Raggio. Si consideri la necessità di tenere in volo i passeggeri il maggior numero di ore possibili, per far pagare il servizio.
Il pagamento del Servizio permette di far scendere i costi percentuali di carburante, ed in modo particolare dei costi di gestione aeroportuale. I più gravosi in ambito nazionale ed intra-europeo.
E' attraverso il lungo raggio, che poi la compagnia finanzia anche il servizio interno.
Il mercato internazionale è molto più complesso da liberalizzare. E anche se così fosse, pochi sarebbero in grado di sostenere gli investimenti necessari.

Alitalia: cosa deve fare Alitalia? Muoversi in questo scenario, consapevole del ruolo che ricopre una compagnia di bandiera.
Inutile soffermarsi sul potenziale dell'Italia. Turismo d'arte e Business.
Alitalia deve puntare sul Lungo-Raggio. I vantaggi del Non Libero Mercato sono la risorsa da sfruttare. Collegamenti con le grandi capitali mondiali. Dall'Atlantico, all'Estremo Oriente, all'Australia.
Rinnovare la flotta. Mandare in pensione i vecchi MD-80 da medio-corto raggio. Puntare sui giganti. Airbus A-380, Boeing 777 e 787 (appena disponibile). Per tenere in aria molto tempo molti passeggeri. E far pagare il Servizio.
Allenze con altre compagnie di bandiera per gestire al meglio il Full Service continentale. Senza dimenticare gli "interessi nazionali" di ciascuno.
Gli imprenditori non devono essere necessariamente dei tecnici. Alla parte tecnica ci pensa chi di professione. Gli imprenditori devono capire e gestire al meglio il loro mercato. Comprendere da dove arrivano i profitti e gestire in modo efficiente e senza sprechi il mercato interno.
categoria:politica, alitalia, governo, infrastrutture
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