AAA Automobili Alternative Cercasi

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 16 maggio 2009,14:03
Dopo che il Corriere della Sera ha proposto un articolo sulla possibile rinascita di Eolo, la prima autovettura ad aria compressa, è giunto il momento di fare un quadro sulla situazione delle Automobili alternative.

Lasciamo per un attimo da parte Eolo, su cui tornerò, per un resoconto più generale.

Indubbiamente i derivati del petrolio continuano a farla da padrona, molti passi in avanti sono stati fatti per migliorare efficienza, qualità dei gas di scarico e sicurezza.

Oggi la principale alternativa è l'auto a Gas Metano.
Molte aziende produttrici propongono già la vettura ibrida con la doppia alimentazione.
Molto presto, si avrà quasi certamente un incremento dei distributori di GPL, e questo gioverà a tutto il settore prospettando ulteriori investimenti e sviluppo.
La trazione a Gas è facilitata dal basso costo del carburante, dal consumo contenuto e dai veloci miglioramenti in rendimento.
D'altro canto anche anche il problema del riempimento delle bombole sembra superato.
Era un problema molto serio dovuto alla pressione interna, alla soggezione alla temperatura, che gravava fortemente sulla sicurezza.
Per il momento si preferisce però l'alimentazione Ibrida, Benzina + GPL, poichè ancora non è garantita la parità di prestazioni.
Siamo comunque abbastanza vicini al momento in cui automobili alimentate solo a GPL potranno essere vendute su larga scala.

Qualche tempo fa, l'attenzione dell'opinione pubblica era stata attirata delle automobili alimentate a Idrogeno (H2).
Ottime prospettive per l'inquinamento, la produzione di scarico consisteva essenzialmente in qualche goccia d'acqua o vapore. Comunque nulla di potenzialmente nocivo.
Qualcosina si è mosso, le case automobilistiche stanno facendo un po' di ricerca in questo senso, ma rimangono due enormi problematiche a riguardo.
Il rendimento e l'assenza di idrogeno allo stato naturale.
Sul rendimento è possibile fare molto, ovviamente, bisogna vedere qual'è il reale potenziale del motore a idrogeno.
BMW ha presentato un'auto, la Hydrogen 7, altri hanno previsto qualche modello.
Purtroppo la documentazione tecnica è introvabile, risulta pertanto difficile fare una valutazione che vada oltre la potenza e la quantità di emissioni.
L'altro importante problema è la non esistenza dell'idrogeno allo stato naturale.
Come avviene per i carburanti tradizionali, l'idrogeno deve essere prodotto attraverso un procedimento chimico. Elettro-chimico in questo caso.
L'idrogeno è ricavabile in grande quantità dall'oceano, specialmente in profondità, è chiamata acqua pesante (D20) ovvero ossido di deuterio.
Tuttavia deve essere scisso dall'ossigeno attraverso l'elettrolisi dell'acqua leggera.
Ne consegue che per il momento, l'auto ad idrogeno non è commerciabile su larga per via dei costi di produzione del carburante. Si aspettano sviluppi.

Una terza possibile, forse, alternativa è rappresentata dalle Automobili completamente Elettriche. Stesso discorso valido per l'auto a idrogeno. Niente inquinamento, assoluta assenza di rumorosità, tant'è che l'UE ha deciso di legiferare per obbligare all'impiego di segnalatori acustici.
I problemi dell'automobile elettrica sono relativi allo stoccaggio e trasporto di carburante, le Batterie. Attualmente è possibile viaggiare per circa 2 ore, a velocità moderata, prima della ricarica. Gli studi sono attualmente concentrati sullo sviluppo di nuove, più efficienti e durature batterie.
Non mi risulta che si sia pensato a distributori di energia elettrica, perciò non è conveniente per tragitti di medie distanze, più applicabile in città dove la velocità è forzatamente ridotta e i tempi di percorrenza minimi.
Teslamotor, di cui sono grande sostenitore, ha lanciato uno Spider Full Electric.
Ma per il momento non credo si andrà oltre il grado di moda di nicchia.

Eolo, l'auto ad aria compressa.
E' quella che tecnicamente mi convince meno, insieme alle vetture ad energia solare.
Ci sono diversi problemi, innanzitutto la rapidità di scarica del compressore, in secondo luogo la possibilità di congelamento dei componenti.
Non credo che possa avere grandi possibilità di successo nemmeno nel medio periodo.
Intanto pare che AirFrance voglia testarla per i trasferimenti all'interno degli aeroporti. Rimane il silenzio totale sui dati tecnici.
A proposito dell'automobile ad Energia Solare, vale lo stesso discorso fatto sulla macchina elettrica. Il problema risiede nella batteria, poichè i pannelli generano corrente per caricare quella. Nel caso di alimentazione diretta del motore elettrico, non credo siano necessarie molte parole. Dipende dal rendimento, dimensione del pannello e dall'intensità dell'irradiazione.

In conclusione si può dire che attualmente non esista una vera alternativa alle automobili convenzionali.
I motivi sono essenzialmente di due tipi:
1. non esiste una materia prima da sostituire a petrolio e gas per l'alimentazione diretta;
2. le prestazioni raggiunte in termini di rendimento e potenza non sono adeguate.

Per rendere appetibili e realmente meno inquinanti le automobili a propulsione alternativa sarebbe necessario modificare le forme di generazione dell'energia elettrica, sia per i motori elettrici, sia per l'elettrolisi dell'idrogeno.
Attualmente si tratta esclusivamente di spostare la fonte d'inquinamento dalle vetture, a nuove centrali funzionanti a gas o a petrolio.

Nevica: Colpa del Global Warming

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 08 gennaio 2009,12:58
In tutto il Nord Italia nevica da ormai qualche giorno, ma tutta l'Italia è colpita da un freddo "anomalo".
Questa coincidenza ha fatto finalmente alzare la voce a tutti coloro che da sempre si oppongono all'idea di un Riscaldamento Globale per cause antropiche.

Come spesso accade quando a discutere non sono scienziati, si finisce a giocare a chi la spara più grossa.
"Lo dicevo io, non esiste il Global Warming, nevica Governo Ladro."

Dall'altra parte si cerca di giustificare le teorie della Febbre Terrestre, affermando che non è una singola stagione a determinare l'inversione della tendenza.

Gli scienziati godono sicuramente di fronte a due imbecilli che discutono di Global Warming Sì e Global Warming No.
I più avanguardisti parlano addirittura che si potrebbe già parlare di una Mini Era Glaciale, in stile 1600.
Gli altri, al momento devono abbandonare la Coperta Termica che permetterebbe di coprire tutto l'Artico per mantenere i Ghiacciai alle attuali condizioni.

Se i primi sono scemi, i secondi sono deficienti.

Il 1998 fu un anno particolarmente caldo, e si cominciò a discutere di riscaldamento.
Prima di allora, gli anni '70 furono leggermente più freddi, e nacque il Movimento per l'Earth Day.
Si diceva che il gas serra avrebbe impedito ai raggi ultravioletti di penetrare l'atmosfera con conseguente raffreddamento del Globo.
Questo inverno, dopo un inizio mite, è particolarmente freddo, e qualcuno già parla di nuova era glaciale.

La verità è che non basta una stagione, un anno o un decennio per stabilire la tendenza.
Tutti questi allarmismi sono dovuti al fatto che la politica necessita di problemi per autoincaricarsi a risolverli.
Ridicolo il Protocollo di Kyoto, ridicola l'Unione Europea, ridicoli tutti coloro che attribuiscono all'Uomo le colpe di sedicenti cambiamenti climatici.

La Terra, il Sistema Solare, l'Universo continueranno a farsi i fatti loro con la stessa imprevedibilità avuta negli ultimi 12 o 13 miliardi di anni.

L'Uomo non è colpevole.
Ma è molto chic attribuire all'Uomo la causa di qualunque problema climatico.
Mettiamoci definitivamente una pietra sopra.

Anche coloro che parlano di risparmio energetico, di girarsi le mutande per non sprecare acqua dovrebbero tacere e smetterla.
Il Risparmio Energetico di fonti fossili non rinnovabili non ha senso.
Non ha senso perchè si sposterebbe in là di qualche mese, qualche anno forse, l'esaurimento di scorte comunque destinate a finire.
E quale sarebbe il vantaggio?
Nessuno, anzi si produrrebbe un rallentamento della crescita economica, dello sviluppo delle nuove economie emergenti.
Non hanno queste diritto a migliorare le proprie condizioni di vita?

E' molto stupido fare i parsimoniosi quando si hanno livelli di vita come i nostri Occidentali.
La storia è lì a dimostrarlo.
100 anni fa l'Occidente era povero e inquinatissimo per via della forte industrializzazione, insensibile alle questioni ambientali.
Oggi l'inquinamento non è più quello di qualche decennio fa, ma le condizioni economiche, igieniche sono migliorare in modo spropositato rispetto ai danni causati.
E oggi abbiamo un'arma in più per evitare o limitare possibili danni.
Qualcuno ha già avuto il problema dell'inquinamento asfissiante e con le proprie tecnologie può essere d'aiuto allo sviluppo di questi Paesi affamati di energia e di risorse.

Come al Solito, COME AL SOLITO, l'Uomo non è il Problema.
L'Uomo è la Soluzione.

Il Global Warming è Morto

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 12 dicembre 2008,22:17
Mi verrebbe da dire: Alleluia Padre Brown.
Ci sono voluti due anni, 650 scienziati, un Premio Nobel per la Pace consolatorio, ma finalmente, finalmente hanno capitolato.
L'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change - e il suo principale promotore, Al Gore, hanno ammesso che non esistono gli estremi per l'esistenza del Global Warming, con cause antropogeniche.

Rajendra Pachauri, portavoce dell'IPCC, lo ha dichiarato a chiare lettere.
Ha inoltre affermato che i Governi dovrebbero riconsiderare le politiche ambientali.
Questo è l'articolo comparso su CBCNews.
Qui, invece, uno studio di 20 pagine che smonta la teoria del Global Warming.

Non credo che ci volesse la parola del portavoce dell'IPCC per capire che il Global Warming non esiste, è una bufala inventata per vendere libri, produrre film, incentivare la ricerca ma soprattutto la spesa verso le cosiddette fonti energetiche rinnovabili.

Adesso potrei scrivere che l'avevo detto, l'avevo detto, l'avevo detto.
E infatti l'ho scritto.
Ma il punto, tornando un pelino seri, non è questo.
La cosa importante è che finalmente è stata ammessa la NON esistenza di motivi causati dall'uomo per pensare ad una catastrofe climatica.
Non è la prima volta che lo dico, ma l'Uomo dovrebbe imparare ad essere molto più modesto.
La teoria del "man made", ovvero causato dall'Uomo, è una di quelle che potrebbero far risalire tranquillamente a quel pazzo psicopatico di SuperUomo descritto da Nietzsche.
Se succede qualcosa, la colpa è dell'Umanità.
Ma mi faccia il piacere. Non è un caso che a farsi portatori sani di queste teorie siano i sedicenti Progressisti, Radical Chic. Il loro ego li porta necessariamente a pensare che la causa di tutti i mali dell'Universo sia l'uomo.

Forse, e ripeto forse, l'atteggiamento degli ambientalisti cambierà. Escludendo i nostri amici di Greenpeace.
Forse oggi si riuscirà a vedere il problema per quello che è realmente.
Esiste un problema vero: l'inquinamento fa male agli Esseri Umani.
Capito? La Terra non l'ammazzi con quattro flatulenze di vacca, ma l'uomo può avere problemi causati dall'eccessivo inquinamento di certe aree. Specialmente le aree dei Paesi in via di Sviluppo, che si trovano agli albori dell'industrializzazione.
Ma allora, il problema è risolvibile. Perchè abbiamo le tecnologie per limitare l'inquinamento.
Auspicare la scomparsa totale dell'inquinamento è utopico, certo, ma è possibile migliorare la situazione. Perchè ci rimetterebbero gli Uomini.

Ci voleva molto a impostare il problema in un modo più credibile, oltre che più veritiero?
Non credo, ma non si sarebbero scritti chilometri di libri, prodotti altrettanti chilometri di pellicole catastrofiche. In sostanza, sarebbero girate molte meno palanche.

Ma tant'è. Il mostro è sconfitto, finalmente.
Mai più vogliamo vedere uno studio scientifico votato a maggioranza. Mai più vogliamo essere additati come la causa principe di tutti i mali del mondo.

Vado a stappare la bottiglia. Il mondo sopravviverà.

Ecologisti Protestati

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 18 ottobre 2008,18:19
L'Ideologia è proprio una brutta bestia, qualunque nome essa assuma. Si chiami Comunismo, Liberismo, Socialismo, Fascismo, Fancazzismo. Il risultato è sempre il medesimo. Da qualche anno ha preso decisamente piede una nuova forma di ideologia: l'Ecologismo o Ambientalismo.
Come tutte le buone ideologie che si rispettino, non ne azzecca una.
Gli Ecologisti incarnano perfettamente i modello dell'ideologo affumicato.
Prendono un problema a scelta della società. Lo stigmatizzano, lo esorcizzando, lo ingigantiscono. Poi si arroccano come unico difensori o attaccanti, a fasi alterne, di tale problema della società.

Il Movimento Greenpeace già da decenni si considera il cavaliere templare a difesa del Santo Graal dell'ambiente. Indimenticabili sono le manifestazioni di protesta contro le piattaforme petrolifere americane, o le sceneggiate contro l'utilizzo di energie molto efficienti ma che hanno indubbiamente delle controindicazioni generalmente ridotte all'osso dai controlli durissimi cui sono sottoposti.

Questa volta però la protesta è andata malino, per non dire che è stata un disastro colossale.
Infatti i nostri amici protestatori di mestiere hanno trovato pane per i loro denti, o meglio aria per i loro polmoni.
La nostra allegra comitiva ha messo in scena una manifestazione di protesta contro l'apertura della nuova centrale a carbone pulito di Civitavecchia. Un bel corteo, striscioni, fischietti e slogan d'ordinanza.
Tornati poi al loro centro organizzativo di protesta hanno trovato una cattiva sorpresa.
I lavoratori della centrale dell'ENEL hanno organizzato una contro manifestazione per urlare il loro dissenso alla violenza pacifica degli ideologhi di Greenpeace. Una manifestazione coi fiocchi. Inclusi striscioni e slogan. <<Andate a Lavorare>> è stata la parola d'ordine, o almeno lasciate in pace chi vuole lavorare dignitosamente.

Morale della favola: per una volta i professionisti della protesta, sono stati protestati.
categoria:ambiente, ecologia, energia, verdi
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Not in My BackYard

Uscito dal neurone di iotomy domenica, 01 giugno 2008,10:55
C'era una volta...

anzi c'è ancora una piccola e militante parte d'Italia che crede di poter mettere un veto armato a qualunque azione di uno Stato che vuole finalmente rivendicare la sua Sovranità sul territorio nazionale, per troppi anni nelle mani di Antistato ed Estremisti.
La vicenda di Chiaiano è l'ultimo esempio di come l'Italia sia destinata all'arretratezza.
Dalla Banca Etica europea arrivano giudizi negativi al Piano di Smaltimento Rifiuti.
Nasce la grande bomba mediatica che movimenta tutti i NO Qualcosa di tutta Italia.
Solo 24 ore dopo si fa luce su cosa sia effettivamente la Banca Etica. Un circolo finanziato da Associazioni come Lagambiente, Verdi Italiani, e tutte quelle compagini Pseudo-Ambientaliste antagoniste del Governo Nazionale. Il Governo crea qualcosa in Italia e le Squadracce Armate di Sinistra le rompono in sede europea.




Ma nel frattempo, nella abusiva cittadina del Napoletano, tutti i militanti del NO sono schierati.
Si va dai No Global, immancabili, Centri Sociali, Disobbedienti, Disoccupati Armati e Inkazzati, per arrivare gli ormai tristi No Tav, No Dal Molin, No Ponte sulle Stretto, No Autostrada del Sole, No un cazzo.
Sì Flintstones, Wilma dammi la clava che la spacco in testa a qualche poliziotto.
Alla collezione di No si aggiungeranno da oggi i No Chiaiano.
Domani sarà il turno dei No nucleare con le varie declinazioni per le località prescelte.
Dopodomani chissà.
L'unica cosa certa è che Caruso, capo di una di queste bande armate di mentecatti, ha iniziato a piazzare Falci e Martelli un po' ovunque. Così, giusto per ricordare che l'ambientalismo ecologista è solo l'ultima versione del comunismo regressista. Ma se menano le mani non possono che essere fascisti, magari ben mimentizzati ma sempre fascisti.
Mi sorge una domanda. Dove sono tutti gli altri cittadini di Chiaiano?
I manifestanti arriveranno ad essere un migliaio, proveniendo da tutta Italia. Significa che nella monnezara località napoletana c'è molta gente che non protesta. Perchè questa gente non si fa sentire?
Vorranno per caso tenersi l'immondizia sulle strade?
Farà forse comodo non disturbare la protesta, per difendere le case abusive, costruite dalla camorra, intorno alla cava?
Impossibile a dirsi, facile a sospettarsi.
In ogni caso, presto nuovi meravigliosi scatti da inserire nella collezione fotografica del Non nel Mio Giardino, Not in My BackYard.

La Giustizia nella Discarica

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 30 maggio 2008,07:03
Come sempre, Phil Facci de Il Giornale sa essere ironico e pungente:

C’è un’eruzione del Vesuvio, a Napoli, con la gente che fugge e i magistrati che la multano per eccesso di velocità: poi, però, mentre la lava sta per ingoiare tutto, ecco che i magistrati raccontano che fanno soltanto il loro lavoro, del resto c’è l’obbligatorietà dell’azione penale. Non fosse chiaro, la lava è quella spazzatura che rischia di trasformare Napoli in una tragedia planetaria.
Sicché, la spazzatura, verrebbe voglia di scaricarla a casa loro, nei loro uffici notoriamente pigri. Ora dicono: ma c'è l'obbligatorietà dell’azione penale. Come a dire che procedimenti e provvedimenti abbiano tempi fatali, preordinati, senza corsie di sorpasso, senza pratiche che passino da sotto a sopra la pila. Ed è da ridergli in faccia, perché ormai lo sanno tutti che gli ordini d’arresto a Napoli erano appoggiati sulla scrivania da fine gennaio: quattro mesi abbondanti per ponderare, valutare, soppesare, sino a decidere infine di spiccarli proprio nel giorno in cui lo Stato rimuoveva le barricate di Chiaiano, proprio il giorno seguente alle sollecitazioni del capo dello Stato affinché ogni ostacolo fosse rimosso, nel giorno in cui non c’era istituzione o parte sociale che non fosse ormai convergente nel voler affrontare, subito, un’emergenza pericolosa. Mancavano all'appello i magistrati: e non dite che la decapitazione del Commissariato per l'emergenza rifiuti abbia tutta l'aria di un tentativo di riannessione, di ripicca: limitatevi a pensarlo, al limite. Non dite che un giudice per le indagini preliminari, prima di firmarli o respingerli, può tenere sul tavolo dei provvedimenti per quattro mesi come per quattro ore: secondo necessità. Non dite che i magistrati fanno quello che vogliono, quando lo vogliono, come lo vogliono.
A Napoli non c'è la consueta e istituzionalizzata emergenza: c'è il termine «emergenza» che si riappropria del proprio significato, c'è un avvitamento di emergenze di cui per una volta s'intravede la pericolosa fine. Ne conviene la parte più responsabile del Paese, di destra o sinistra che sia, ma forse, ecco: non ne conviene una precisa parte del Paese che si ritiene una soluzione quando invece è parte del problema, quella magistratura napoletana, ossia, cui evidentemente non interessano le barricate abusive e non interessano reati come aggressione a pubblici ufficiali, resistenza, danneggiamento, incendio, occupazione abusiva. Alla magistratura napoletana è interessato bloccare gli impianti di combustibile derivato dai rifiuti, bloccare il termovalorizzatore di Acerra, interdire le aziende Fibe e Fisia, concentrarsi sulla presunta obsolescenza degli impianti. A torto o a ragione: purché ci fosse qualche comitato (e la camorra) a dimostrare per strada o meglio ancora in televisione. Se poi la monnezza sommerge una regione non è un problema della magistratura, ferma e indolente, oppure agitata e scomposta: è la magistratura napoletana negli ultimi trent'anni. Provino ancora a parlarci dell'obbligatorietà dell'azione penale. C'è un Paese intero che da anni ascolta e riascolta il disco della giustizia che non funziona (i processi durano quindic'anni, signora mia, manca la carta per le fotocopie) e poi eccoti il caso Cogne chiudere tre gradi in tre anni, imputati illustri che battono record di velocità, e altri che scivolano nell'oblio o al solito in prescrizione. Come se l'impulso da dare a certi processi rispetto ad altri, la ritenuta centralità di alcuni dibattimenti rispetto ad altri, non la decidessero loro. Come se non fosse, questo genere di magistratura irriformabile, l'ultima vera incrostazione della prima Repubblica, altro che casta.

Magistratura ad Orologeria

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 29 maggio 2008,12:41
A pensare male si commette peccato, però si rischia di avere spesso ragione.

E' retorico dire che la Giustizia dovrà fare il suo corso e che gli indagati devono collaborare al fine di riportare la situazione alla piena legalità.
Però questa storia puzza maledettamente.
Puzza addirittura più della monnezza.
E' incredibile come la Campania abbiano vissuto nell'omertà dell'ecomafia per 15 anni.
La faccenda dei rifiuti tossici è una delle peggiori della Storia Repubblicana, eppure la magistratura napoletana ha avuto ben altro a cui pensare in questi anni.
Ad esempio seguire le comunicazioni telefoniche tra Berlusconi e Saccà della RAI.

E' peccato pensare che la magistratura napoletana voglia mettere i bastoni tra le ruote ad un Governo che finalmente prende decisioni serie in materia di rifiuti.
E' peccato pensare che non sia un caso che la retata di questi giorni avvenga proprio sotto il Governo Berlusconi.
E' peccato pensare che non ci sia un secondo fine, andando a colpire collaboratori stretti di Bertolaso dubitando addirittura del Capo della Protezione Civile.

Eppure a pensare male, non vorrei avere ragione.

Storie di Democrazia Energetica

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 27 maggio 2008,14:12
Chiudete gli occhi.
Pensate ad un mondo giusto.
Pensate alla libertà di decidere per voi stessi.
Pensate alla libertà di non dipendere da nere Lobby.
Pensate alle orribili centrali nucleari portatrici di morte e bombe.
Pensate ora al cielo più blu che abbiate mai sognato.
Pensate alla brezza del venticello fresco che muove i vostri capelli.
Pensate al Sole che splende alto nel Cielo.
Pensate al ruscello che scorre pulito dalle montagne al quale potete abbeverarvi.
Pensate al sottile canto della natura.
Pensate alle pale eoliche e ai pannelli solari che donano pulita energia.

Ora aprite gli occhi.

Pensate che non avete il cellulare.
Pensate che non avete il computer.
Pensate che non avete l'automobile per spostarvi.
Pensate che non avete il treno per andare dagli amici distanti 300km.
Pensate che non avete l'aereo per visitare le bellezze del mondo.
Pensate che non avete l'autobus per recarvi a scuola.
Pensate che quattro su cinque dei vostri amici non sono mai nati.
Pensate che dovete chiedere il permesso allo Stato per avere un figlio.

Se il Sole non brilla, se il vento non soffia, e non c'è l'energia, voi dovete chiedere allo Stato il permesso di mettere a frutto l'amore.
Pensate al Dolce Rientro.
Pensate che il mondo non ha sufficiente energia per tutti.
Sperate di non essere uno di quei quattro quinti che devono abbandonare il pianeta.

Ecco, questa è democrazia energetica.

Quel Demonizzato Fuoco Nucleare di Pace

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 23 maggio 2008,08:21
da Il Giornale, parla il grande fisico SubNucleare Antonino Zichichi

La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.
Il nostro Paese deve uscire dallo stato di schiavitù energetica in cui è piombato. Nonostante lo smantellamento delle eccellenti strutture nucleari che eravamo riusciti a realizzare, non è vero che ci vogliono decenni per dotare l’Italia di potenti centrali nucleari. Basti ricordare che la realizzazione della prima pila nucleare sopra citata venne dopo appena quattro anni di lavori, partendo dal nulla e cioè dal non sapere nemmeno come si potesse accendere quel fuoco.
Questo fuoco demonizzato per oltre mezzo secolo è segno di grande civiltà in quanto permette di produrre la stessa quantità d’energia risparmiando un milione di volte nella distruzione del materiale combustibile. Invece di un milione di chili ne basta un chilo da distruggere per ottenere la stessa quantità d’energia.
Puntare sulla realizzazione, in tempi brevi, di centrali nucleari vuol dire mettersi al sicuro uscendo dallo stato di schiavitù energetica in cui ci troviamo. C’è quindi bisogno di una forte volontà politica affinché alle numerose emergenze già affrontate si aggiunga quella della conquista della libertà energetica. Quanto detto ieri dal ministro Scajola sulle decisioni del Governo Berlusconi induce all’ottimismo.

I Numeri dell'Energia

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 22 maggio 2008,22:01
In occasione delle dichiarazioni del Ministro allo Sviluppo Economico Scajola, ecco qualche numero per comprendere cosa significa investire in energia.

40 GW: Potenza erogata in Italia

1.2 - 1.6 GW :      potenza erogata da centrale nucleare
20 W/mq :            potenza fornita da pannello fotovoltaico
80 W/mq :            potenza fornita da pannello solare termico

Le potenze fornite dai pannelli si considerano mediate sulle 24 ore.

Dimensioni teoriche/ideali delle centrali elettriche basate su fonti rinnovabili:

-fotovoltaico:        40GW / 20W/mq = 2000 kmq = 11 volte Milano
-solare termico:  40GW / 80W/mq =  500 kmq = 2.75 volte Milano

Le dimensioni devono venire raddoppiate per le zone di stoccaggio.
- Fotovoltaico: 4000 kmq.
- Solare Termico: 1000 kmq.

Non sono state considerate zone d'ombra. Si deve aumentare ulteriormente la dimensione.

Per soddisfare il Protocollo di Kyoto, di 40 GW, 13 devono essere prodotti senza emissioni di CO2.
Investimenti, per tecnologia:
- 9 centrali nucleari (da 1.4 GW) per 40miliardi di euro
  (come la Spagna);
- 80000 turbine eoliche per 80miliardi di euro, tralascio gli spazi richiesti, sono quasi incalcolabili;
- tetti fotovoltaici per 800miliardi di euro.

E' necessario considerare che 40 GW devono essere erogati costantemente dal sistema, e le fonti alternative non escludono l'uso di centrali convenzionali. Il motivo è dovuto al fatto che il Sole non brilla sempre e il vento non  soffia altrettanto costantemente. E non esistono sistemi in grado di "accumulare" energia per più di qualche ora.
In sintesi, le fonti alternative non forniscono potenza ma permettono di risparmiare combustibile.
Nell'arco di 30 anni (vita degli impianti eolici e/o solari) si risparmierebbe una cifra di circa 15 miliardi di combustibile nucleare.
Tra le spese di mantenimento di una centrale nucleare, il combustibile influisce per il 15%, mentre a farla da padrone sono i costi strutturali.

I costi:
- impianto+esercizio e manutenzione+combustibile: 3.1-5.4 c$/kWh
- gestione materiale radioattivo (stoccato in loco):            0.1 c$/kWh
- smantellamento dell'impianto a fine vita:                      0.2 c$/kWh
 
Confronto con altre fonti energetiche + contributo a livello mondiale:
- carbone:                    8.5 c€/kWh - 40%
- olio combustibile:    7.0 c€/kWh -  7%
- gas:                            2.5 c€/kWh - 19%
- biomassa:                1.5 c€/kWh
- fotovoltaico:               0.6 c€/kWh
- nucleare:                    0.5 c€/kWh - 16%
- idroelettrico:               0.5 c€/kWh - 16%
- eolico:                          0.1 c€/kWh       

 
E' evidente che il vantaggio del nucleare rispetto alle fonti alternative sia più tecnico che economico.

Prossimamente, come si gestiscono le scorie radioattive.