Magistratura ad Orologeria

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 29 maggio 2008,12:41
A pensare male si commette peccato, però si rischia di avere spesso ragione.

E' retorico dire che la Giustizia dovrà fare il suo corso e che gli indagati devono collaborare al fine di riportare la situazione alla piena legalità.
Però questa storia puzza maledettamente.
Puzza addirittura più della monnezza.
E' incredibile come la Campania abbiano vissuto nell'omertà dell'ecomafia per 15 anni.
La faccenda dei rifiuti tossici è una delle peggiori della Storia Repubblicana, eppure la magistratura napoletana ha avuto ben altro a cui pensare in questi anni.
Ad esempio seguire le comunicazioni telefoniche tra Berlusconi e Saccà della RAI.

E' peccato pensare che la magistratura napoletana voglia mettere i bastoni tra le ruote ad un Governo che finalmente prende decisioni serie in materia di rifiuti.
E' peccato pensare che non sia un caso che la retata di questi giorni avvenga proprio sotto il Governo Berlusconi.
E' peccato pensare che non ci sia un secondo fine, andando a colpire collaboratori stretti di Bertolaso dubitando addirittura del Capo della Protezione Civile.

Eppure a pensare male, non vorrei avere ragione.

Storie di Democrazia Energetica

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 27 maggio 2008,14:12
Chiudete gli occhi.
Pensate ad un mondo giusto.
Pensate alla libertà di decidere per voi stessi.
Pensate alla libertà di non dipendere da nere Lobby.
Pensate alle orribili centrali nucleari portatrici di morte e bombe.
Pensate ora al cielo più blu che abbiate mai sognato.
Pensate alla brezza del venticello fresco che muove i vostri capelli.
Pensate al Sole che splende alto nel Cielo.
Pensate al ruscello che scorre pulito dalle montagne al quale potete abbeverarvi.
Pensate al sottile canto della natura.
Pensate alle pale eoliche e ai pannelli solari che donano pulita energia.

Ora aprite gli occhi.

Pensate che non avete il cellulare.
Pensate che non avete il computer.
Pensate che non avete l'automobile per spostarvi.
Pensate che non avete il treno per andare dagli amici distanti 300km.
Pensate che non avete l'aereo per visitare le bellezze del mondo.
Pensate che non avete l'autobus per recarvi a scuola.
Pensate che quattro su cinque dei vostri amici non sono mai nati.
Pensate che dovete chiedere il permesso allo Stato per avere un figlio.

Se il Sole non brilla, se il vento non soffia, e non c'è l'energia, voi dovete chiedere allo Stato il permesso di mettere a frutto l'amore.
Pensate al Dolce Rientro.
Pensate che il mondo non ha sufficiente energia per tutti.
Sperate di non essere uno di quei quattro quinti che devono abbandonare il pianeta.

Ecco, questa è democrazia energetica.

Quel Demonizzato Fuoco Nucleare di Pace

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 23 maggio 2008,08:21
da Il Giornale, parla il grande fisico SubNucleare Antonino Zichichi

La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.
Il nostro Paese deve uscire dallo stato di schiavitù energetica in cui è piombato. Nonostante lo smantellamento delle eccellenti strutture nucleari che eravamo riusciti a realizzare, non è vero che ci vogliono decenni per dotare l’Italia di potenti centrali nucleari. Basti ricordare che la realizzazione della prima pila nucleare sopra citata venne dopo appena quattro anni di lavori, partendo dal nulla e cioè dal non sapere nemmeno come si potesse accendere quel fuoco.
Questo fuoco demonizzato per oltre mezzo secolo è segno di grande civiltà in quanto permette di produrre la stessa quantità d’energia risparmiando un milione di volte nella distruzione del materiale combustibile. Invece di un milione di chili ne basta un chilo da distruggere per ottenere la stessa quantità d’energia.
Puntare sulla realizzazione, in tempi brevi, di centrali nucleari vuol dire mettersi al sicuro uscendo dallo stato di schiavitù energetica in cui ci troviamo. C’è quindi bisogno di una forte volontà politica affinché alle numerose emergenze già affrontate si aggiunga quella della conquista della libertà energetica. Quanto detto ieri dal ministro Scajola sulle decisioni del Governo Berlusconi induce all’ottimismo.

I Numeri dell'Energia

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 22 maggio 2008,22:01
In occasione delle dichiarazioni del Ministro allo Sviluppo Economico Scajola, ecco qualche numero per comprendere cosa significa investire in energia.

40 GW: Potenza erogata in Italia

1.2 - 1.6 GW :      potenza erogata da centrale nucleare
20 W/mq :            potenza fornita da pannello fotovoltaico
80 W/mq :            potenza fornita da pannello solare termico

Le potenze fornite dai pannelli si considerano mediate sulle 24 ore.

Dimensioni teoriche/ideali delle centrali elettriche basate su fonti rinnovabili:

-fotovoltaico:        40GW / 20W/mq = 2000 kmq = 11 volte Milano
-solare termico:  40GW / 80W/mq =  500 kmq = 2.75 volte Milano

Le dimensioni devono venire raddoppiate per le zone di stoccaggio.
- Fotovoltaico: 4000 kmq.
- Solare Termico: 1000 kmq.

Non sono state considerate zone d'ombra. Si deve aumentare ulteriormente la dimensione.

Per soddisfare il Protocollo di Kyoto, di 40 GW, 13 devono essere prodotti senza emissioni di CO2.
Investimenti, per tecnologia:
- 9 centrali nucleari (da 1.4 GW) per 40miliardi di euro
  (come la Spagna);
- 80000 turbine eoliche per 80miliardi di euro, tralascio gli spazi richiesti, sono quasi incalcolabili;
- tetti fotovoltaici per 800miliardi di euro.

E' necessario considerare che 40 GW devono essere erogati costantemente dal sistema, e le fonti alternative non escludono l'uso di centrali convenzionali. Il motivo è dovuto al fatto che il Sole non brilla sempre e il vento non  soffia altrettanto costantemente. E non esistono sistemi in grado di "accumulare" energia per più di qualche ora.
In sintesi, le fonti alternative non forniscono potenza ma permettono di risparmiare combustibile.
Nell'arco di 30 anni (vita degli impianti eolici e/o solari) si risparmierebbe una cifra di circa 15 miliardi di combustibile nucleare.
Tra le spese di mantenimento di una centrale nucleare, il combustibile influisce per il 15%, mentre a farla da padrone sono i costi strutturali.

I costi:
- impianto+esercizio e manutenzione+combustibile: 3.1-5.4 c$/kWh
- gestione materiale radioattivo (stoccato in loco):            0.1 c$/kWh
- smantellamento dell'impianto a fine vita:                      0.2 c$/kWh
 
Confronto con altre fonti energetiche + contributo a livello mondiale:
- carbone:                    8.5 c€/kWh - 40%
- olio combustibile:    7.0 c€/kWh -  7%
- gas:                            2.5 c€/kWh - 19%
- biomassa:                1.5 c€/kWh
- fotovoltaico:               0.6 c€/kWh
- nucleare:                    0.5 c€/kWh - 16%
- idroelettrico:               0.5 c€/kWh - 16%
- eolico:                          0.1 c€/kWh       

 
E' evidente che il vantaggio del nucleare rispetto alle fonti alternative sia più tecnico che economico.

Prossimamente, come si gestiscono le scorie radioattive.

L'Energia di Eolo Illumina Solo Qualche Lampadina

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 14 maggio 2008,14:10
Secondo articolo del Docente di Chimica Ambientale Franco Battaglia.

«La meglio sovvenzionata distruzione dell’ambiente», fu la definizione che qualche tempo fa diede dell’eolico il settimanale tedesco Der Spiegel. E se lo dicono i tedeschi, che hanno installato, più di tutti al mondo, 20.000 turbine eoliche, possiamo crederci: l’impegno tedesco nell’eolico è stato un colossale fallimento e dovrebbe essere di ammonimento per il resto del mondo. I 20.000 MW (megawatt) eolici lì installati garantiscono alla Germania appena il 5% dell’energia elettrica che le serve. Si aggiunga poi che, a parità di energia elettrica annua erogata, gli impianti eolici costano il doppio di quelli nucleari, immettono in rete una potenza ballerina che richiede un meticoloso monitoraggio per l’elevato rischio di blackout, come quello che subì mezza Europa il 4 novembre 2006 a causa della instabilità del sistema elettrico tedesco, e contano zero ai fini della capacità del sistema, perché zero è la potenza erogata quando il vento non soffia. Di conseguenza – e il disastro è così perfetto – qualunque sia la potenza eolica installata, essa non evita l’installazione di neanche un impianto convenzionale.

Cosa evitano, allora, questi impianti? Evitano solo di bruciare combustibile e le spese per esso (il vento è gratis). I 20.000 MW eolici tedeschi, in particolare, farebbero risparmiare, in 30 generosi anni d’esercizio, 5 miliardi di combustibile nucleare, ma sono costati, sùbito, 20 miliardi. Come tecnologia per produrre energia, quella eolica (e, vieppiù quella fotovoltaica) sono, per l’umanità, una vera jattura.

E per noi? Noi, unici al mondo, importiamo 50 miliardi di kWh elettrici l’anno – per i quali paghiamo alla Francia, ogni anno, più di un reattore nucleare – e abbiamo un sistema elettrico completamente dissestato, poiché bruciamo troppo costoso e prezioso gas: produciamo energia elettrica al 50% dal gas (la Germania lo fa al 10%, la Francia al 5%). Per noi, allora, ogni impegno su eolico (e fotovoltaico) sarebbe un puro suicidio. Che, cominciato col governo Prodi, potrebbe essere perfezionato da Veltroni, vistone il programma energetico.

Mi dicono che qualcuno intenderebbe installare 12 turbine eoliche in Liguria per un totale di 24 MW (megawatt). Deturperanno il paesaggio, costeranno 24 milioni e forniranno, se va bene, 35 milioni di kWh l’anno – lo 0.01% del nostro fabbisogno, cioè niente. Farebbero bene, in quella regione, ad industriarsi con l’installazione di inceneritori per i loro rifiuti: non ne hanno neanche uno, fanno la raccolta differenziata al 25% ma il 95% dei rifiuti differenziatamente raccolti va in discarica. Se lasciassero perdere le turbine eoliche e mettessero un termovalorizzatore recupererebbero molta più energia, smaltirebbero i loro rifiuti senza bisogno di nuove discariche, e si eviterebbero un disastro come quello in Campania.

Il Riscaldamento Globale è Una Minestra Riscaldata

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 13 maggio 2008,17:55

Nell'ambito di una serie di questioni Energetiche, Ambientali, Economiche, Politiche, che mi porteranno a proporre uno scenario Ben Preciso per il Futuro, riporto alcuni scritti del Prof. Franco Battaglia. Scienziato, docente universitario, cofondatore di Galileo 2001, Associazione comprendente molte delle più acute menti del panorama scientifico Italiano, riconosciuta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

di Franco Battaglia. Docente di Chimica dell'Ambiente, Università di Modena.

Secondo me Alfred Nobel si sta rivoltando nella tomba. Secondo l’International Panel on Climate Change (Ipcc), entro il 2050 dovremmo ridurre le emissioni di CO2 almeno del 50%, meglio se dell’85%. Cosa che considero non solo una scemenza, ma anche impossibile. L’Ipcc può permettersi di affermare scemenze solo perché non è un’organismo scientifico, anche se ne fanno parte scienziati. Esso è un organismo dell’Onu e molti dei suoi membri sono nominati dai governi e dai Pecoraroscani locali, e se un rapporto dell’Ipcc dice scemenze, a perdere la faccia non è alcuna comunità di scientifica, ma l’Onu, a livello globale, e i Pecoraroscani a livello nazionale. E Dio sa quanto entrambi sono sensibili alle perdite della faccia.

Cosi come Dio solo sa cosa mai abbia fatto l’Ipcc, in circa 20 anni dalla sua istituzione, per onorare il proprio ruolo ufficiale, e cioè, come ne recita lo statuto, «stabilire, in modo completo, oggettivo, aperto e trasparente, le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per comprendere le basi scientifiche dei rischi dei cambiamenti climatici indotti dalle attività umane». Un’affermazione che dice tutto sulla credibilità di quella istituzione, essendo il presupposto della sua esistenza il fatto, tutto da dimostrare, che le attività umane influenzano il clima; dovesse mai scoprirsi il contrario, ne conseguirebbe la morte dell’Ipcc. Un contrario, quindi, che all’Ipcc non potrà mai scoprirsi. Ma com’è che la politica si è interessata al clima? Ecco come.

A metà degli anni Settanta del secolo scorso, dopo 3 decenni di raffreddamento globale (occorso a dispetto del boom demografico ed industriale di quei decenni), si cominciò a temere per una imminente era glaciale, fino al punto che qualcuno avanzò la stravagante idea che essa si sarebbe potuta evitare con l’immissione volontaria di CO2 in atmosfera. Costui non ebbe il tempo di essere ascoltato perché all’inizio degli anni Ottanta le temperature ricominciarono a salire; tuttavia, erano quelli, anche, anni di recessione economica, col prezzo del petrolio alle stelle e con grandi sommosse tra i lavoratori del carbone in Inghilterra, ove Margaret Tatcher, preoccupata per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del proprio Paese e, evidentemente, poco fiduciosa sia verso i petrolieri del Medioriente sia verso i sindacati dei lavoratori delle miniere di carbone, pensò fosse proprio dovere sostenere la causa del nucleare. Il rischio che la combustione di combustibili fossili elevasse la temperatura del pianeta cadeva proprio a fagiolo, e così, molto tempo prima che la preoccupazione dell’effetto serra diventasse isteria globale, la Tatcher trovò in essa un’ottimo sostegno alla causa pro-nucleare che aveva deciso di sposare. Allocò quindi consistenti fondi in ricerche che in qualche modo “provassero” quel rischio, suggellando così il legame tra la politica e la climatologia, a patto che questa enfatizzasse la relazione tra CO2 antropogenica e clima. Le società scientifiche, però, non sono disposte, come detto, a perdere la faccia, e fu così che i politici inventarono un organismo che non avesse una faccia da perdere - l’Ipcc - il cui Primo Rapporto (1990), ignorando completamente gli effetti del vapore acqueo, delle nuvole e del sole sul clima della Terra, “prediceva” ciò che i politici volevano predicesse: il disastro planetario come conseguenza dell’immissione in atmosfera della CO2. Ad esempio, si inventò di sana pianta l’idea della diffusione, in zone della Terra sempre più a nord, della malaria, considerata dagli “scienziati” dell’Ipcc una malattia tropicale: peccato che la malaria non è una malattia tropicale, tanto che una delle più devastanti epidemie occorse in Siberia negli anni Venti del secolo scorso, con milioni di casi l’anno per diversi anni e con un totale di 600.000 morti.

Il terrore diffuso dai Rapporti dell’Ipcc ha attirato l’attenzione dei media, che ha incrementato il flusso di risorse, che a sua volta ha vieppiù foraggiato la propaganda politica, in un vortice senza fine. Si sono creati nuovi “posti di lavoro”, occupati da persone prive di alcuna competenza specifica nel campo della climatologia, ma che traggono così di che vivere. Il vortice è oggi ingigantito dagli interessi per la diffusione delle tecnologie eolica e fotovoltaica che, costosissime e prive di alcun valore nella produzione d’energia elettrica nel mondo reale, possono essere mantenute in vita solo grazie a questo clima di terrore.

Quanto ad Al Gore, l’Alta Corte britannica ha recentemente deliberato che il suo film (che gode ampia diffusione nelle scuole) è zeppo di errori, ha toni ingiustificatamente terroristici e può continuare a essere proiettato solo a condizione che si correggano quegli errori e si interrompa il terrore. Non dello stesso avviso deve essere chi assegna il premio Nobel: pare che maggiore è il terrore diffuso, maggiore il merito per meritarsi quello della pace.

Petizione Privilegi della Politica

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 07 maggio 2008,12:11


Insieme agli amici di La Grande Bugia, lancio una Petizione che mira a far sentire la voce della "Base" ai piani alti del Parlamento Italiano.
Questa iniziativa nasce dalla volontà di restituire la giusta credibilità che merita la Politica. Chiamata al difficile compito del governo della Nazione, una missione che DEVE essere sentita come il bisogno di migliorare la Vita della Collettività Nazionale.
Non vogliamo credere alla Casta, non vogliamo credere all'Antipolitica.
CREDIAMO nella Politica.
CREDIAMO nella Bontà delle Istituzioni.
VOGLIAMO che le Istituzioni dimostrino di Meritarsi la Fiducia incondizionata della Cittadinanza.

Invito chiunque passi di qua, a leggere e firmare la Petizione.
E' una iniziativa nata senza colore politico. E' fondamentale che parta dalla Base del Partito di Maggioranza del Paese per dare un segnale forte al Nuovo Governo. Il segno che gli Elettori guardano con fiducia i nuovi incaricati, ma che la fiducia non è senza se e senza ma. E' una Fiducia che il Governo si DEVE meritare sul Campo.
Vi prego di Firmare per aiutarci a smuovere la Politica.
Grazie.

Ho Bisogno di Macchiavelli

Uscito dal neurone di iotomy domenica, 04 maggio 2008,10:35
La presenza in Italia di Michael A. Ledeen mi permette finalmente di uscire allo scoperto.
Ho bisogno di Macchiavelli. Il buonismo dilagante in Italia non ha mai voluto riconoscere la grandezza dello Statista con più polso che la Storia abbia mai avuto.
E' storia recente che c'è grande necessità di prendere delle decisioni, anche impopolari, e il Principe di Macchiavelli incarna perfettamente l'Uomo in grado di farlo.
Colui che riconosce la superiorità dell'Interesse Pubblico dinnanzi al Singolo.
Colui che sa di dover fare una scelta decisa e se ne assume in pieno la responsabilità. Talvolta non assecondando il tavolo della contrattazione tanto cara  all'Italica sinistra.
Ecco, ho bisogno di Macchiavelli.
Si prega, quindi, il Presidente Berlusconi di prendere misure macchiavelliche e rimettere in piedi questo Paese dei Balocchi Corrotti.
Grazie.

Nota a Margine:
Michael A. Ledeen è Freedom Scholar presso l’American Enterprise Institute di Washington. Storico e giornalista, è personalità di spicco dei neoconservatori americani.
Autore Di Macchiavelli on Modern Leadership, è in Italia per presentare il suo ultimo libro.
Ha presenziato ieri sera alla trasmissione Otto e Mezzo su LaSette.

Earth Day e Global Warming

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 03 maggio 2008,11:36
Earth Day compare sulle scene mondiali il 22 aprile 1970.
La nobile iniziativa si proponeva di sensibilizzare il mondo nei confronti di un'inquinamento sempre crescente ed incontrollato.
La teoria ambientalista affermava che gli scarichi inquinanti delle centrali, i gas di automobili e aerei, avrebbero contribuito alla formazione di una densa coltre di nubi inquinanti.
Le nubi avrebbero impedito ai raggi solari di raggiungere il suolo e di riscaldare la Terra e le ossa degli ecologisti. Nato come movimento universitario , si è trasformato, nel tempo, in un'occasione per misurare i valori di inquinamento in aria, acqua, gestione del'ecosistema.
La storia degli ultimi 30 anni dice che la temperatura media è aumentata di un quarto di grado.
Quindi la teoria del Global Cooling non ha trovato riscontri.
Qualche giorno fa, si è celebrato l'anniversario del Earth Day. Il nuovo motto è fermiamo il Global Warming. Ovvero il riscaldamento del Clima.
Mi vengono in mente tre considerazioni.
Non c'erano strumenti necessari alla Climatologia per accertare il ruolo eccezionalmente marginale dell'attività antropologica sulle condizioni della Terra.
Il movimento ecologista mondiale è fondato su percezioni esclusivamente di carattere emotivo, pertanto segue l'onda, e non su considerazioni scientifiche sperimentate.
Se la campagna di sensibilizzazione sul Global Warming ha la stessa fondatezza scientifica del primo Global Cooling, aspettatevi inverni sempre più rigidi. Perchè la temperatura inizierà a calare.

Questo scenario da commedia che ci propinano gli ambiantalisti è ovviamente ridicolo.
Sarebbe bene che il Movimento dell'Earth Day si occupi di inquinamento. Proponga soluzioni pulite ed efficienti alle centrali a petrolio, gas, carbone. Pulite ed efficienti.
Significa termovalorizzatori, centrali nucleari. Significa non perdersi esclusivamente in teorie utopistiche quali fotovoltaico, eolico, o peggio ancora quello di città a rifiuti zero. Certo, è giusto sperimentare anche queste, ma non farne un cavallo di battaglia per ottenere finanziamenti statali.

Propongo di leggere un interessante articolo dell' Energy Tribune che spiega bene i costi dell'energia verde.

The Day After

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 15 aprile 2008,11:02
Insieme al Governo, è decisamente cambiato il mio umore MA ANCHE il Blog.

Inutile nascondersi dietro falsi dispiaceri.
Sono felice. Felice perchè 19 anni dopo è caduto il muro di Berlino anche in Italia.
Finalmente i comunisti hanno avuto quello che si meritvano. Essere presi a calci in culo da una Nazione stanca di ideologie Retrò, diciamo così, e proiettata verso un futuro sicuramente migliore del passato.

Sono rammaricato per la Santanchè, regina indiscussa della campagna elettorale, perchè è donna con gli attributi. Per sua sfortuna, non ha colto che la Destra in Italia non è più una Destra Sociale, ma una Destra Libera e Liberale. Avrà modo per contribuire. Un bel referendum per dimezzare stipendi e privilegi del Parlamento sarebbe molto ben visto.

Il PD ha sfondato a sinistra, come previsto, indice che residui di falce e martello sono presenti nel Partito Buonista. Ma non è ora di cambiare completamente una classe dirigente in politica da 40 anni?
Veltroni, D'Alema, Bersani, la Bindi, Prodi, ecc. non pensano che sia davvero ora di farsi da parte perchè sorga realmente un progetto Social Democratico di centro-sinistra?

Il Popolo delle Lbertà ha l'obbligo morale verso i propri elettori di fare il cambio di passo.
Fiducia a Berlusconi SI', ma è l'ultima volta.
Si facciano le riforme.
Svolta Presidenzialista all'Americana. Divisione dei compiti del Parlamento. Federalismo non solo fiscale. Vedere Svizzera.
Pulizia etnica della Magistratura. L'unica istituzione peggio messa della Politica.
Poi Scuola, Università, Previdenza, Sanità. Stop agli sprechi.
Referendum per tornare rapidamente al Nucleare.
Infrastrutture, Ponte sullo Stretto incluso. Ho visto un modello in galleria del vento ed è una figata.
Mettere fine all'immigrazione clandestina. Studi da seguire per ottenere la Cittadinanza Italiana con test.
Presidente, abbiamo voluto la bicicletta, adesso pedaliamo. La strada è in salita, ma siamo Italiani.
Forza.