Affamare la Bestia
Uscito dal neurone di iotomy
venerdì, 23 ottobre 2009 ,09:16
Ronald Reagan diceva:"Odio le tasse e i comunisti! Fate qualcosa."
Ora, in Italia i comunisti praticamente non esistono più e i pochi residui del Novecento possono essere assorbiti nel Partito Democratico nel momento in cui saranno gli elettori a scegliersi i candidati attraverso le Primarie stabilite per Legge.
Invece sulle tasse c'è molto, moltissimo da fare.
Affamare la bestia significa togliere allo Stato il potere di poter scegliere chi arricchire e chi rendere povero.
La burocrazia, se lasciata a se stessa, si autoalimenta, si moltiplica, tende ad allargare la propria sfera d'influenza a netto discapito della Libertà Individuale.
Tagliare le tasse significa restituire ai cittadini la Libertà di Decidere. Con tutto quello che ne consegue. Assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non potersi lamentare delle differenti possibilità e opportunità. Stabilire davvero la Meritocrazia, non potersi accontentare delle rendite.
Questo è ciò che viene fatto dai maggiori gruppi italiani. Vivere di rendita.
Si tratta però di una questione di principi.
La libertà di godere come meglio si crede del frutto del proprio lavoro.
Il Leviatano burocratico questo non lo permette. Lo Stato deruba gli individui della propria fatica, poi si propone di aiutare le persone derubate.
A questo modus operandi è necessario opporsi. Per principio.
E' necessaria una grande rivolta fiscale, pagare poco e pagare tutti.
Invece si verifica l'esatto opposto. I più "deboli", ovvero gli operai e i dipendenti, sono coloro che, con il pagamento delle imposte, sovvenzionano le rendite.
Ciò avviene perchè i "ricchi" sono nella condizione di non pagare le tasse. Hanno un'opportunità che non è concessa ai dipendenti. Il riferimento al Sostituto d'Imposta è evidente.
Non è ovviamente tutto. E vengo all'Irap.
Pensare di tassare un'impresa, un soggetto giuridico impersonale, è una follia.
L'impresa scaricherà sui dipendenti questi oneri, attraverso stipendi più bassi di quanto potrebbero essere potenzialmente.
E' un dato di fatto. Le tasse sono comunque pagate dalle persone fisiche.
L'Irap non è l'unico balzello che impedisce una maggiore crescita degli stipendi e naturalmente delle imprese.
In Italia le fasce contributive sono enne. Un numero ignoto ai più.
E' documentato che la verticalità delle tasse sia un freno per tutta l'economia.
Lo afferma Oscar Giannino nel suo libro Contro Le Tasse. Lo dice la storia e tutti gli studi effettuati dagli economisti.
Sarebbe il caso che Berlusconi riscoprisse questi concetti, espressi all'epoca del Partito Liberale di Massa.
Eliminare l'Irap, preferibilmente tutta e subito per dare un segnale forte. "Vi metto nelle condizioni di investire, adesso arrangiatevi."
Portare a tre le fasce contributive. Una ampliata No Tax Area e due Aliquote, con la massima ben sotto il 30%. Si rispetta il principio costituzionale che determina la verticalità della tassazione, si libera credito per gli investimenti e per i consumi.
Una alternativa alla tassazione del reddito potrebbe essere la tassazione del patrimonio e del consumo. Non entrambe, o il reddito oppure consumi e patrimonio. Ma è davvero un altro discorso.
Un'illuminata Imperatrice Austro-Ungarica disse:"Preferisco avere le casse dello Stato vuote, e le tasche dei miei cittadini piene".
Giù le tasse, stop agli aiuti decisi dall'Amministrazione Centrale, affamare la bestia.
Ora, in Italia i comunisti praticamente non esistono più e i pochi residui del Novecento possono essere assorbiti nel Partito Democratico nel momento in cui saranno gli elettori a scegliersi i candidati attraverso le Primarie stabilite per Legge.
Invece sulle tasse c'è molto, moltissimo da fare.
Affamare la bestia significa togliere allo Stato il potere di poter scegliere chi arricchire e chi rendere povero.
La burocrazia, se lasciata a se stessa, si autoalimenta, si moltiplica, tende ad allargare la propria sfera d'influenza a netto discapito della Libertà Individuale.
Tagliare le tasse significa restituire ai cittadini la Libertà di Decidere. Con tutto quello che ne consegue. Assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non potersi lamentare delle differenti possibilità e opportunità. Stabilire davvero la Meritocrazia, non potersi accontentare delle rendite.
Questo è ciò che viene fatto dai maggiori gruppi italiani. Vivere di rendita.
Si tratta però di una questione di principi.
La libertà di godere come meglio si crede del frutto del proprio lavoro.
Il Leviatano burocratico questo non lo permette. Lo Stato deruba gli individui della propria fatica, poi si propone di aiutare le persone derubate.
A questo modus operandi è necessario opporsi. Per principio.
E' necessaria una grande rivolta fiscale, pagare poco e pagare tutti.
Invece si verifica l'esatto opposto. I più "deboli", ovvero gli operai e i dipendenti, sono coloro che, con il pagamento delle imposte, sovvenzionano le rendite.
Ciò avviene perchè i "ricchi" sono nella condizione di non pagare le tasse. Hanno un'opportunità che non è concessa ai dipendenti. Il riferimento al Sostituto d'Imposta è evidente.
Non è ovviamente tutto. E vengo all'Irap.
Pensare di tassare un'impresa, un soggetto giuridico impersonale, è una follia.
L'impresa scaricherà sui dipendenti questi oneri, attraverso stipendi più bassi di quanto potrebbero essere potenzialmente.
E' un dato di fatto. Le tasse sono comunque pagate dalle persone fisiche.
L'Irap non è l'unico balzello che impedisce una maggiore crescita degli stipendi e naturalmente delle imprese.
In Italia le fasce contributive sono enne. Un numero ignoto ai più.
E' documentato che la verticalità delle tasse sia un freno per tutta l'economia.
Lo afferma Oscar Giannino nel suo libro Contro Le Tasse. Lo dice la storia e tutti gli studi effettuati dagli economisti.
Sarebbe il caso che Berlusconi riscoprisse questi concetti, espressi all'epoca del Partito Liberale di Massa.
Eliminare l'Irap, preferibilmente tutta e subito per dare un segnale forte. "Vi metto nelle condizioni di investire, adesso arrangiatevi."
Portare a tre le fasce contributive. Una ampliata No Tax Area e due Aliquote, con la massima ben sotto il 30%. Si rispetta il principio costituzionale che determina la verticalità della tassazione, si libera credito per gli investimenti e per i consumi.
Una alternativa alla tassazione del reddito potrebbe essere la tassazione del patrimonio e del consumo. Non entrambe, o il reddito oppure consumi e patrimonio. Ma è davvero un altro discorso.
Un'illuminata Imperatrice Austro-Ungarica disse:"Preferisco avere le casse dello Stato vuote, e le tasche dei miei cittadini piene".
Giù le tasse, stop agli aiuti decisi dall'Amministrazione Centrale, affamare la bestia.
categoria:politica, economia, finanziamenti, berlusconi, riforme, libertĂ , burocrazia, lavoratori, responsabilitĂ , governo, tasse, rivoluzione liberale, spese dello stato, sostituto dimposta
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