Primarie in my Dreams

Uscito dal neurone di iotomy lunedì, 26 ottobre 2009,20:25
Sono negativamente sorpreso dalla facile ironia fatta da molti esponenti del PdL e dai blogger di Centro-Destra.
L'ironia sulle Primarie del Partito Democratico nasconde qualcosa di più profondo.
Credo che il PdL non sia abituato a confrontarsi sulle idee.

Certamente le Primarie del PD non sono state il massimo della trasparenza, probabilmente i risultati sono gonfiati, leggermente sfalzati. Il regolamento auto imposto ha parecchie lacune.
Però è un segno.
Un segno positivo, perchè si è disposti a confrontarsi sulle idee.
Per una volta mi è parso che l'Antiberlusconismo non avesse nulla a che fare con il rituale della sinistra.

Credo che il Popolo della Libertà dovrebbe pensare seriamente di importare il modello.
Dei candidati si confrontano, presentano un programma alternativo, si espongono al voto.
Ripeto, guardando oltre la retorica del PD.

Ho paura che il PdL abbia serie difficoltà in questo senso.
Nasce e cresce intorno ad un'unica persona. Dietro di lui, niente.
Qual'è il destino del PdL se nessuno esprime il proprio giudizio, se nessuno propone un'idea?

Quando nasce, sul predellino, il Popolo della Libertà era un uomo.
Ma oltre all'uomo ci deve essere un'idea. Una visione del Paese.
Ci deve essere perchè se il PdL è un uomo e basta, si leggittimano i micro-partiti personali.
Si legittima il fatto che interessi personali vengano perseguiti.
Un grande partito deve essere innanzitutto un bacino di idee. Di proposte.
Un grande partito che vorrebbe rappresentare una Nazione deve essere aperto, deve proporre alternative.

Perchè se non c'è un'idea, passato l'uomo, passerà anche il Partito. Si tornerà alle Correnti, ai partiti del 15%, all'ingovernabilità.
Qualunque persona che nutre un minimo di speranza nella democrazia, deve essere fiero del fatto che altri ci credano.

Sì dirà che le primarie sono state fatte per incassare qualche soldo.
Può essere, ma in America? I finanziamenti pubblici non esistono, nemmeno nell'ipocrita formula dei rimborsi elettorali. Gli elettori sposano un'ideale, ci mettono dei soldi per sostenerlo.
Obama, seppur non condividendo il 90% delle sue scelte, ha vinto per gli ideali, per il sogno che proponeva.

E' un peccato di lesa maestà proporre le primarie?
Regolamentarle per legge? Regolamentare Costituzionalmente i Partiti?

Do atto al Partito Democratico di aver fatto un passo in avanti.
Del merito delle proposte non mi interesso, per ora.
Il Popolo della Libertà deve iniziare a dare valore al proprio nome. Fare quel passo, per non rimanere indietro, e farne uno successivo proponendo la Regolamentazione delle Primarie.

La leadership di Berlusconi non è messa in dubbio al momento. Berlusconi non è eterno, rimandare la discussione è già controproducente. E i fatti lo dimostrano. Liti, prese di distanza, negoziati interni estenuanti.

Chi ha creduto nel grande partito del popolo, lo ha fatto perchè si è finalmente sentito coinvolto.
Ma la carica sta passando, la mia del tutto al momento.
Sta passando perchè sembra stata solo una boutade per riprendere il potere.
E ricominciare da dove ci si era lasciati per la scalata verso dominio.

Democrazia è anche forma.
La forma è sostanza.

M & m

Uscito dal neurone di iotomy domenica, 07 giugno 2009,10:30
Maggioranza e minoranza. Non le palline da mangiare.
Scegliere di soccorrere il Vincitore o contribuire ad allungare l'agonia dello Sconfitto.
Questo è stato il dilemma precedente alle votazioni.
Per fortuna la mia personale agonia è finita.
Ho votato.

Nel bel paesello di nemmeno 5000 anime si votava per le Comunali e per le Europee.
Diciamo che è andata bene, poteva scapparci anche il voto per la Provincia.
Un'incazzatura in meno.

Ma dicevo, nel mio paesello il seggio elettorale dista circa 50 metri dalla mia abitazione. Si trova all'interno della Scuola Elementare, separata da me solamente dal parco.
Vi potete immaginare. Dal momento in cui sono uscito dal mio cancello mi sembrava di avere gli occhi tutti puntati addosso. Certo pecco di egocentrismo, ma attraversando il breve vialetto si sentiva realmente un'aria molto pesante.
I componenti delle tre liste civiche erano tutti lì schierati, in attesa di sapere se avevano o meno conquistato il "potere" del Comune.
Siamo pochi, e ci conosciamo tutti. Quindi mi sarei potuto perdere via scambiando due parole con ciascuno.
Ma più mi avvicinavo al seggio, maggiore era il senso di incontinenza, quasi stessi andando al cesso dopo averla trattenuta per ore.
Almeno al cesso mi rilasso un po'.

In effetti è stata tragica, solo qualche sorriso abbozzato. Poi dritti di corsa a scaricarsi.
Entro nel seggio e conosco tutti. Non devo nemmeno tirare fuori l'ID.
Due schede, una blu e una grigia.
Cabina elettorale numero 3.
Mi capita tra le mani quella per il Comune.
Con riluttanza metto la mia X.
Non c'erano molte possibilità.
Tre liste. Tutte civiche ma dai connotati molto politici.
Il Vice sindaco uscente. Pessimo perchè ha arricchito la sorella incaricando l'Impresa Edile di famiglia con tutti i lavoretti di manutenzione del Paese.
Diciamo un'alleanza tra Cattolici e Progressisti moderati.
La lista di Sinistra, di cui nemmeno conoscevo il nome del candidato Sindaco.
Esclusa a priori. Conosco qualcuno della Lista e sono tutti post-Comunisti convinti. Qualcuno non è nemmeno post!
Terza lista, quella a cui ho dato il mio voto. Diciamo moderata. Candidata Sindaca la figlia dell'ex sindaco. Una brava persona il padre. Hanno detto di voler razionalizzare la spese comunali. Staremo a vedere. Non sono soddisfatto del voto, ma applicando la Teoria del Meno Peggio, ho liquidato la questione in pochi attimi.

Apro la scheda delle Europee.
Subito una nota lieta. Nella circoscrizione c'è un partito vero. Comunità Alpine.
Filo francese. Galletto, Egalitè, Libertè, blè blè.
Passo, i francesi mi stanno un po' sulle palle.
Gli altri partiti sono noti ai più.
Mettiamola in questo modo, sono entrato nella cabina senza avere la enchè minima idea di chi scegliere.
Italia dei Valori e Lega no di certo per motivi pratici. Raccolgono entrambi gli umori distruttivi delle persone. Pochi si salvano, qualcuno nella Lega, ma non sufficiente a farmi apporre la crocetta.
Partiti Comunisti e post-Comunisti di Destra e di Sinistra no. Per motivi ideologici.
Comunità Alpine ovviamente no, anche se sono rimasto piacevolmente sorpreso.
Radicali no. Una volta combattevano per l'aborto, oggi per la Commissione RAI.
Con la stella di David, insultando il popolo d'Israele per la sfacciataggine.
A 24 anni non si può votare i Pensionati e affini.
Liberaldemocratici. Uhm, interessante. No.
Popolo della Libertà e Partito Democratico.
Soccorrere il Vincitore o allungare l'agonia dello Sconfitto?
Punto e a capo.
Nè l'uno, nè l'altro.
Alla fine ho scritto l'unica cosa che mi rappresenta a livello Europeo.

Gossip e Politica

Uscito dal neurone di iotomy domenica, 31 maggio 2009,22:29
Uno sano di mente ci prova ad argomentare senza lasciarsi prendere dalla dogmatica di Partito. Quasi sempre è impresa vana.

Voglio raccontare in poche parole perchè la Sinistra Democratica Italiana è un fallimento, perchè Berlusconi governerà finchè non lo ammazzeranno e perchè riesco a vedere solo Nero pur non essendo fascista.

Partiamo dall'ultimo punto.
Qua è nero profondo, più profondo di Gola.
Siamo nell'Era del Gossip politico. Conta più un presunto pompino di una ragazza rispetto ad una qualunque Riforma.
I Quotidiani ci danno dentro alla grande. Ovviamente l'argomento tira, più di un carro di buoi mi verrebbe da dire.
Berlusconi va con questa, quella e quell'altra. E' uno scandalo politico.
Intanto complimenti a lui che riesce a trombare così tanto e senza fatica a 73 anni, tra un CdM ed un Incontro internazionale.
Poi ci si mette sul piano dell'educazione dei figli.
Poi si passa a dire che la Lario aveva una relazione, da molti anni, con il giardiniere di Villa Macherio. Cazzo, io pensavo che se la facesse con l'idraulico. Va beh. Dovrò rivalutare le capacità dei giardinieri.
Il tutto ad una settimana una dalle elezioni europee.
Qualcuno sa qualcosa dei candidati? Io so solo che nella mia zona, il politico più pubblicizzato del PdL è una certa Lara Comi. Gran gnocca.
So che il Principe senza Corona si riscopre molto cattolico e si candida nell'UDC.
Per il PD non ricordo. Mi pare Cofferati. No, quell'altro. Berlinguer. Poco importa.
Resta evidente che della politica frega poco e a pochi.
Per la Lega c'è Bossi, gli altri non li ho mai sentiti nominare.
Per DiPietro, c'è DiPietro. Tutto il resto è noia.
Penso che voterò alla mia maniera. Copiando da un'idea per le Province, scriverò qualcosa come Ente Inutile, abolitela.
Oltretutto, per dirla alla Castelli, non sono un EuroScettico. Sono un EuroCritico.

Gli altri due punti vanno accomunati perchè si autoalimentano a vicenda.
Berlusconi governerà finchè non lo ammazzano per due motivi.
Primo perchè gli altri sono democratici solo a parole, quindi considerano il popolo bue quando perdono e serio quando vincono.
Secondo perchè Berlusconi ci naviga e ci guadagna a passare per vittima.
Strategicamente accusare Berlusconi di essere un delinquente, di avere il conflitto d'interessi è perdente. Da quindici anni, ma bisogna capirla la Sinistra. Sono appena arrivati ad una conclusione condivisa sul Rinascimento, ci metteranno un pochetto ancora ad elaborare una tesi credibile sulla Seconda Repubblica.
Penso che pochi di loro abbiano superato lo sbandamento del 1994, quando il Cavaliere Nero, ah quanto mi manchi, li prese sonoramente a ceffoni.
Gli argomenti sono gli stessi, adeguati solo ai tempi.
Mafioso, corruttore, falsario, eversivo, e oggi pedofilo, anzi scopatore impenitente.
E poi c'è la Magistratura. Il vero, unico e solo Cavallo di Troia di Berlusconi.
Ogni qualvolta il Popolo lo elegge, questi se ne escono con qualche nuovo o riesumato processo. Sono convinto che ci siano dei Tafazzi avanguardisti tra le fila della Magistratura.
Prendiamo per vere le accuse, tutte. In realtà mai dimostrate "Oltre ogni ragionevole dubbio".
E' mai possibile che Magistratura Democratica riesca a dare più voti a Berlusconi di quanti non gliene tolga. Avviso di garanzia, richiesta di rinvio a giudizio, plebiscito per Berlusconi.
Se rimanessero buonini buonini, farebbero cosa intelligente perchè non concederebbero la possibilità di passare per vittima designata di un complotto. Se aspettassero un attimo, sarebbe più facile evidenziare le gravi ed ormai evidenti lacune politiche del Premier.
Invece no. Non capiscono un cazzo. Lo attaccano rigorosamente in campagna elettorale e Lui ha gioco facile a ribaltare le carte in tavola.
Ma dicevo, la Sinistra è destinata a stare in Minoranza quasi in eterno.
Berlusconi non sta facendo un granchè. Sta facendo il Sinistro.
Un Ministro dell'Economia che parla di Economia Sociale di Mercato è di sinistra.
Un Ministro del Lavoro che propone Moratorie sui Licenziamenti è di sinistra.
Un Ministro dell'Innovazione che dirige solo Fondazioni Labour è difficilmente di destra.
L'unico di destra destra è Maroni. Ed è l'unico di cui approvo l'operato. Oltre a Brunetta. Ma Brunetta fa diventare epocale ciò che in un Paese Normale, citazione Travaglia, sarebbe al massimo considerata banale.
La Sinistra invece continua ad indignarsi delle Televisioni, della Giustizia, delle Intercettazioni. E si dimentica di fare proposte che vadano oltre "Anche i ricchi piangano".
Franceschini si chiede se gli Italiani si vorrebbero affidare a Berlusconi per educare i figli, e riesce a prendere ceffoni anche dalle figlie, oltre che dal padre.
Cazzo, ma cosa ci vuole a mettere giù quattro proposte di sinistra riformista?
Lo potrei fare io, che aborro la sinistra, stanno seduto sulla tazza del water tra un cruciverba e l'altro.
Due proposte in materia d'ambiente, una sui lavoratori, una economica ed il gioco sarebbe fatto. E invece niente.
Sveglia ragazzi. Sveglia.

E poi mi sento dare dell'ottuso, perchè ho votato quel delinquente di Berlusconi, da un cretino che fino all'altro ieri era convinto che i motori avessero tre tempi.
Non c'entra niente ma rende l'idea della qualità mentale del personaggio.
Appena c'è una proposta vera, Berlusconi va in crisi. Ma dubito che arriverà mai quel momento.

La serietà al Governo, diceva Our Man.

L'Ideologia del Politically Correct

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 18 aprile 2009,11:56
L'attuale Unione Europea mi fa venire il vomito, mi provoca un prurito irrefrenabile.
Allo stato attuale i popoli europei non vivono in democrazia. Non vivono in regime liberale, ma sono sudditi.
Arrivano le Elezioni Europee, nel quale eleggeremo dei burocrati che contano come il Due di Picche in Briscola Quadri.
E' noto infatti che il Parlamento Europeo si dedica essenzialmente all'AutoAlimentazione, mentre le decisioni, "le direttive", vengono prese nell'Aula Bunker della Commissione Europea, il vero Governo, non eletto da nessuno.

Non è questione di UE in sè. E' questa costruzione di Unione Europea che non va bene, ma che anzi limita fortemente la Sovranità Nazionale, l'Indipendenza e la Libertà dei suoi Cittadini.
L'Unione Europea nasceva per pacificare popoli dalle medesime radici, vittime di continue e sanguinose guerre interne.
Oggi è un Mostro Burocratico dedito a porre limiti in ogni attività umana.
Pensare solo che l'aranciata, negli Stati UE, può avere al massimo il 12% di succo d'arancia, per legge.
La Fanta della Coca Cola, inventrice della bevanda, non può perciò essere definita aranciata secondo gli standard europei.

A conferma di quanto detto, riporto l'intervista a Vladimir Bukovskij, noto intellettuale già scrittore del libro EURSS.

Può dirci qualcosa della sua storia? Sappiamo che lei è stato per dodici anni in un gulag.

Sono stato arrestato quattro volte. Sono stato in un ospedale psichiatrico, poi ai lavori forzati e sono stato persino oggetto di scambio con il capo dei comunisti cileni Corvalan.

Ho letto che lei ritiene che il gulag non sia morto, ma che in qualche modo possiamo parlare di un gulag “nascosto” in Europa…

Sì, il gulag non è soltanto un campo di concentramento, è una mentalità, una psicologia di repressione politica, una suddivisione della società in nemici e non, che accompagna l’ideologia.

Quindi possiamo dire che il gulag oggi esiste ancora?

Certo, esiste nella mentalità della gente, anche se in molti paesi – come la Cina, Cuba o la Corea del Nord – esiste come esisteva un tempo nell’Unione Sovietica. In Russia i prigionieri politici furono rilasciati nel 1992 e fino al 2000 non c’erano più prigionieri politici. Ma sembra che si vada all’indietro, che il KGB controlli tutti gli aspetti della vita e sia tornato al potere. Al momento ci sono prigionieri politici, non sono tanti, ma stanno aumentando. La maggior parte della gente che protesta contro la guerra in Cecenia o contro l’inquinamento nucleare è stata accusata di aver rivelato segreti militari. Ma in realtà non sono segreti, sono cose risapute, l’autorità semplicemente non vuole che la gente ne parli. Questo è ciò che riguarda la Russia. Ma quando parliamo del gulag parliamo di un fenomeno psicologico e politico di controllo della parola e del pensiero, perché il gulag è uno strumento creato per controllare la società e riguarda non solo le persone che vi sono imprigionate, ma anche quelle che sono fuori, perché sono spaventate e non vogliono entrarvi. Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c’era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa.

A proposito dell’Europa, sottolineo che c’è un inizio di gulag perché ci sono già gli strumenti per il controllo della parola, c’è già il gulag intellettuale. Se stai provando ad esprimere il tuo punto di vista sulle relazioni fra le razze, i generi, il sesso, e se questi punti di vista contraddicono quello che ora è l’establishment, sarai presto nei guai. Questa ideologia che genera il gulag è nota con il nome di politically correct, ideologia del politicamente corretto, che in pratica è uno strumento di controllo del pensiero…

Non è un fenomeno recente che l’opinione di chi è contro l’establishment venga emarginata…

No, è un fenomeno insolito, per due motivi. Lei sa che sono venuto in Occidente nel 1976, ho vissuto qui per venticinque anni e ho visto come le cose sono cambiate. Ricordo che all’epoca il dibattito era molto vivace, mentre oggi ci sono argomenti precisi di cui non si può parlare, se critichi la politica del governo che incoraggia l’immigrazione, sei accusato di essere fascista, se dici qualcosa contro il movimento dei gay, sei accusato immediatamente di essere omofobico. Ma essere contro la loro politica non vuol dire essere contro di loro. Eppure, non puoi criticare la loro politica senza essere accusato di essere omofobico! Questo è già controllo del pensiero, il primo passo verso il gulag.

Nota questo anche a Cambridge?

Sì, posso farle un esempio. L’estate scorsa abbiamo avuto il primo caso in Inghilterra: un uomo è stato arrestato per una battuta “politicamente scorretta”. Questo è accaduto nella tanto rinomata democratica Inghilterra. Che cosa aveva fatto? È un uomo molto noto che è spesso in televisione, stava parlando alla fiera nazionale e ha raccontato una barzelletta. È una situazione così strana che con questa storia del politicamente corretto molta gente abbia più privilegi di altri – diceva –, “a me basterebbe avere gli stessi diritti che ha un uomo di colore o una ragazza madre o una lesbica oppure un tossicodipendente”.

Come si chiama quest’uomo?

Robin Page. E così la polizia lo ha arrestato per la sua battuta “politicamente scorretta”. Naturalmente, non l’ha tenuto in prigione, però gli ha dato una nota. Ma questo è solo l’inizio, perché nel trattato di Nizza sono già stati specificati due nuovi reati: il razzismo e la xenofobia; con questo trattato hanno praticamente creato la polizia europea, che ha l’immunità diplomatica, quindi, molto più di quanto non avesse il KGB. Allora, immaginiamo le conseguenze di tutto ciò: possono dirti che tu in un qualsiasi bar hai raccontato una barzelletta, hai detto qualcosa contro il razzismo, per cui adesso possono arrestarti.

Qual è la sua opinione sull’Unione Europea?

È una vaga copia dell’Unione Sovietica, stanno tentando di creare qualcosa di simile e, proprio come l’Unione Sovietica, viene governata da venticinque commissari che non sono stati eletti, come il Politburo, si eleggono tra loro ma non sono stati eletti. È stata creata coercitivamente, infatti, le nazioni che non vogliono aderire sono obbligate, costrette. Per esempio, la Danimarca non ha voluto unirsi, allora hanno fatto un referendum nel quale la maggioranza ha detto no. Tuttavia, è stato detto alla gente che ne avrebbero fatto un secondo e un terzo, fintanto che non sarebbero riusciti a farla aderire.

Due anni fa in Irlanda hanno fatto un referendum sul trattato di Nizza, hanno votato contro, ma in un anno li hanno costretti a fare un altro referendum, e stavolta hanno votato sì. Quindi, non è per volontà propria che le nazioni aderiscono, ma sono costrette a farlo, molto spesso da pressioni economiche. Io vado spesso nell’Europa dell’Est e mi rendo conto delle enormi pressioni economiche ad aderire all’Unione Europea.

Qualcosa sul Congresso e sulle Europee

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 02 aprile 2009,19:53
Ho avuto bisogno di qualche giorno per digerire il Congresso Fondativo del Partito della Libertà.
Non l'ho seguito, anzi ho ascoltato solamente il discorso di Gianfranco Fini, del quale ho condiviso molto, specialmente sulla prospettiva, ma niente o quasi dell'immediato futuro.

Ha parlato molto bene della Laicità dello Stato, un distaccamento mai avvenuto dallo Stato Vaticano. Della necessità di eliminare il concetto di Morale Collettiva, ma di affidarsi all'Etica Individuale.
Finalmente ha fatto un riferimento esplicito al Referendum sulla Legge Elettorale, da abbattere, nonostante sono e rimango un convinto Bipartitista.
Ha dato una linea diversa, rispetto alla Lega, sull'immigrazione. Argomento di cui parlerò in un'altra occasione.
Ha sostanzialmente strizzato l'occhio alla Sinistra Liberale e ai Liberali in genere, giustamente, perchè il discorso a lungo termine prevede l'esistenza di un solo Partito Stato.
Ma poi non ha dato maledettamente seguito alle idee. Comunque non si è preso la briga di fare opposizione vera a Berlusconi.
Certamente era un Congresso di Fondazione, quindi sarebbe stato ridicola e suicida una qualunque candidatura diversa da Re Silvio I.
Ma in un Congresso ci dovrebbe essere dibattito, almeno un minimo. Pare che non ci sia stata la benchè accennata parola fuori posto.

Chissà, chi vivrà vedrà.
Questo giro, se non si fanno quelle cose necessarie per restituire il potere e la responsabilità al cittadino sovrano, io passo e voto da un'altra parte.
A sinistra? Non credo proprio, lo specchio mal riuscito del PdL è anti-liberale tanto quanto la versione di destra.
La Lega? Direi di no, nonostante sia d'accordo con loro per ciò che concerne l'Europa e la sua attuale struttura. Ma potenziare la Lega sarebbe esattamente l'opposto di ciò che desidero.
Di Pietro? Oddio mai, con Vattimo poi...

Se ci sarà una Coalizione che raccoglierà Liberali, Social-Liberali, Liberali Radicali e chiunque decida di stare fuori sia dal PPE (la Democrazia Cristiana in formato Europeo), sia dal PSE (un Partito Social-Democratico nello stesso formato), sarà la mia prescelta.
Ovviamente penso a DiPietro e come sia possibile che stia nell'ELDR. Ma Vattimo nell'ELDR?
Va beh, a tutto dovrebbe esserci una spiegazione.

Per La Democrazia, contro la Maggiordomocrazia

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 27 gennaio 2009,21:20
In questi giorni si stanno verificando alcuni fatti molto importanti in relazione allo Stato di Democrazia dell'Italia.

Mario Segni ha lanciato una importante iniziativa chiamata: Per La Democrazia.

Qui, in breve, i 5 punti fondamentali della sua proposta.

Tutto il mondo guarda con ammirazione alla straordinaria capacità di rinnovamento della società americana, al grande esempio di democrazia offerto dalle primarie e dal civilissimo confronto tra i candidati alla Casa Bianca. Il carattere, la storia, la cultura di quella società sono stati determinanti. Ma nulla sarebbe stato possibile se la vita pubblica degli Stati Uniti non fosse basata su alcune regole fondamentali, che ne fanno una democrazia aperta, incompatibile con qualunque chiusura dall'alto.

Queste regole sono innanzitutto:

    1) le primarie, che affidano ai cittadini la scelta di ogni candidatura;

    2) il collegio uninominale maggioritario, che crea un solido legame tra eletto ed elettore;

    3) la scelta popolare del governo;

    4) il bipartitismo,  che porta chiarezza e stabilità;

    5) la separazione dei poteri e la reale autonomia delle diverse istituzioni.


Noi siamo invece  impantanati in una transizione infinita che ha condotto a un Parlamento nominato dai capipartito. E le dichiarazioni di chi vuole imitare Barack Obama rendono ancora più evidente la distanza. Perché da noi non nascerà alcun Obama e non vedremo grandi cambiamenti se non rompiamo gli schemi che ingessano la politica.

Nel momento in cui, per uscire dalla transizione, si guarda a grandi modelli, noi proponiamo di assumere come punto di riferimento proprio la  democrazia americana, perché crediamo che sia la strada giusta per rinnovare davvero la nostra vita pubblica. E' una convinzione che accomuna già una larga parte degli italiani. E noi, come liberi cittadini, vogliamo dar voce insieme a loro a questa grande speranza  di cambiamento.

E' da considerarsi un'iniziativa politicamente bipartisan.
Hanno aderito al progetto personalità di tutto l'Arco Costituzionale.
Da Giorgio Bocca ad Antonio Martino. Da Gad Lerner a Francesco Giavazzi.
Diversi sono i nomi noti della cosiddetta Società Civile che si sono spesi per avvicinare l'Italia alle forme della Democrazia per Eccellenza, gli Stati Uniti d'America, sull'onda di un Rinnovato e Assolutamente Desiderabile Americanismo.

Il Senatore, oggi Deputato, Paolo Guzzanti ha aderito convintamente all'iniziativa, definendo lo stato attuale una sorta di Maggiordomocrazia.
Una situazione in cui 5 capipartito si assumono il diritto di Nominare i personali Parlamentari, ridotti ad essere pigiabottoni senza diritto di parola.
Guzzanti ha inoltre rivelato di aver avanzato una proposta di Legge Costituzionale che predisponga l'utilizzo delle Elezioni Primarie ad ogni Livello.

Inutile dire che ho aderito con convinzione all'iniziativa di Mario Segni e che attendo l'evolversi dell'iter Legislativo sulle Elezioni Primarie.
Con determinazione, è giunto il momento di Affermare definitivamente la Sovranità del Popolo.
Restituire la Parola agli Elettori, garantire la Libertà di scelta del proprio rappresentante, assumendo la Responsabilità di ogni azione.

Se anche voi volete aderire al Progetto Per La Democrazia: Restituite la Parola ai Cittadini:

Unione Europea e Legge Elettorale

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 10 dicembre 2008,19:01
eurssLeggevo stamattina un articolo su Libero, nel quale veniva riportato dell'incontro tenutosi al Quirinale tra il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e una Commissione della Presidenza del Consiglio.
Nell'incontro-pranzo, Napolitano e Berlusconi hanno discusso della posizione del Governo in relazione alla riunione europea sul pacchetto Clima.
Esaurito in tempi brevi l'argomento portante dell'incontro, i due hanno discusso di televisione e Legge Elettorale Europea.
La posizione di Berlusconi è nota.

Eliminare le preferenze dalle liste elettorali per la nomina del Parlamento Europeo.
Gli argomenti sono gli stessi che hanno condotto al Porcellum: nelle liste ci deve essere gente preparata. Lasciare le preferenze indurrebbe il sistema di corruzione che affliggeva la Prima Repubblica.

A quanto pare, la Seconda non va molto meglio.
Gli aspiranti pagano di tasca propria il posto in lista, sperando di recuperare i soldi dopo, con lo stesso medesimo sistema di corruzione.

Intanto mi domando che senso abbia votare per il Parlamento Europeo, di cui non si sa nulla, se non che mette limiti alla lunghezza delle banane o ai diametri delle arance.
Poi mi domando che senso abbia votare un Parlamento, sedicente difensore degli interessi economici di tutta l'Unione Europea, ma che non ha la minima capacità di promuovere azioni congiunte degli Stati. A dimostrazione di ciò, la reazione dei singoli Paesi dinnanzi alla crisi attuale. Ognuno fa il suo, cercando di fottere gli altri.
Altra domanda: che senso ha tenere in piedi un mostro burocratico che non permette nemmeno di votare la Costituzione, e dove lo permette prende enormi calci nel diddietro.

Detto questo, è mai possibile che non si possa scegliere da chi farsi rappresentare?
Non con le preferenze, che sono un contentino, ma con delle primarie, con collegi uninominali, nelle quali ognuno può presentare il proprio programma.

Penso che alle Europee voterò per la Lega, non potendo scegliermi il candidato, metterò la mia bella ics sull'unico partito che difende a spada tratta l'identità dei cittadini.
Mi riservo di aspettare ancora un po' di tempo prima di decidere definitivamente.
Voglio vedere come si comporterà Berlusconi in politica estera, se aprirà alle Primarie per le Nazionali, se si staccherà moralmente dalla Russia.
Non sono fiducioso.

Sognando la Rivoluzione Italiana.

Il Fannullone Brunetta

Uscito dal neurone di iotomy lunedì, 18 agosto 2008,21:14
L'Operazione Brunetta è stata probabilmente quella che ha riscosso maggior successo dinnanzi all'opinione pubblica.
Finalmente parole decise, seguite da gesti altrettanto decisi, nonostante Giacalone lo abbia definito il "minimo sindacale" per ridurre e reprimere una delle peggiori malattie del Carrozzone Italia.

In effetti finora è stato usato il fioretto, checchè ne dicano i sindacati, qui si vorrebbe l'uso della scimitarra.
Al tempo stesso si capisce che una maggiore forzatura avrebbe portato i sindacati alle barricate.


In campagna elettorale, i "nostri" assicurarono che non avrebbero mantenuto il doppio incarico. Per il momento, anche la Carfagna conferma in un'intervista per Libero, i nostri Ministri Parlamentari, tali sono rimasti.
Questo fatto non è apprezzato dal Popolo del PdL, perchè abbiamo votato perchè la macchina pubblica si snellisse. E non si ripetessero le ciofeche dei precedenti Governicchi.

Caro Ministro Brunetta, è ora di dare il buon esempio.
Si dimetta da Parlamentare. Il Comandante amato non è colui che dice:" Armiamoci e Partite". Il Comandante da l'esempio.

Nota per i complottisti del Regime Arcorian-Fascista: l'articolo che riporto non è edito dal Manifesto.
Albina Perri non è seguace di Ferrero.
Fatevene una ragione cari complottisti. Questo articolo è preso paro-paro dal più letto quotidiano del Regime, ovvero Libero. Buona lettura.

Albina Perri
- Col mestiere di ministro si guadagna una fesseria. Già lo si sapeva, ma ne abbiamo avuto conferma aprendo il sito di Renato Brunetta, www.innovazionepa.it. Il più amato dagli italiani, infatti, dopo aver messo sulla piazza virtuale gli stipendi di tutti i suoi pubblici dipendenti, ha deciso di comunicarci anche il suo. Ecco fatto: 46.113,60 euro annui lordi, come da Dpr 748/1070, che fanno 3.842 euro al mese. Per chi deve governare l'Italia, e non la fabbrichetta di San Zenone al Lambro, non è poi tanto.

Il ministro, però, onestamente ce la dice tutta. Non è la sua unica entrata, quella. Brunetta, infatti, non ha mollato la poltrona da parlamentare, insieme con Bondi e con Sacconi, e quindi lui è un dipendente pubblico dal doppio incarico. Proprio come quelli che ha definito una “palla al piede” e a cui ha dichiarato guerra a inizio mandato. Così Brunetta ci spiega il suo stipendio bis, quello da Parlamentare: «La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, per le spese accessorie di viaggio, per i viaggi all'estero e per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti». L'indennità ammonta a 5.486,58 euro al mese. La diaria a 4.003,11 euro al mese. La somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. Il rimborso a forfait per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori è di 4.190 euro al mese. E a tutto questo tocca aggiungere anche le telefonate e i rimborsi viaggio.

Se poi si pensa che Brunetta è pure professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università romana di Tor Vergata, e che dal 1999 al 2008 è stato parlamentare europeo, con la pensione e le indennità che ne conseguono, ecco che il pubblico emolumento del ministro prende la forma di un bel gruzzolo.
«Il Paese non ne può più di una amministrazione pubblica opaca», aveva detto il ministro qualche tempo fa, lanciando la sua campagna moralizzatrice. «Io voglio considerare la pubblica amministrazione come le società quotate, in cui gli azionisti sono i cittadini, quei sessanta e oltre milioni di italiani chiamati a fare i cani da guardia». E via con le restrizioni: chi ha un impiego pubblico non può averne un altro, altrimenti truffa lo Stato. Adesso il doppio incarico di Brunetta è nero su bianco su Internet. Lo stipendio da ministro sarà una miseria, d'accordo, ma quello da “ministro più parlamentare” fa di Brunetta uno che predica bene. Berlusconi, prima delle elezioni, aveva promesso che nessuno dei suoi ministri avrebbe tenuto due poltrone. E ora, come la mettiamo?

Scenari Post-Berlusconi

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 06 agosto 2008,22:34
Le vacanze estive della politica permettono di lasciare da parte il quotidiano dibattito Parlamentare, e colgo l'occasione per qualche riflessione sul bipartitismo del Belpaese.

I primi mesi del Governo segnano una svolta nella politica nostrana.
Per la prima volta si fa politica con i fatti e non con le chiacchiere.
Decisioni più o meno condivisibili, ma decisioni. Il che è ovviamente un enorme passo avanti rispetto all'immobilismo della storia Repubblicana.

Questo decisionismo è dovuto essenzialmente alla leadership del Presidente Berlusconi, il quale ha saputo motivare i suoi Ministri per giungere a delle soluzioni di fronte ai problemi che il Paese presenta.

Se da un lato questo fatto è positivo. Dall'altro ci metto davanti un forte dubbio.
Il dubbio riguarda il dopo.
E riguarda anche l'opposizione del Partito Democratico.

Il problema sostanziale è la mancanza di personaggi con grande leadership.
Finita l'era Berlusconi, bisognerà trovare qualcuno degno del suo predecessore.
Degno nel senso carismatico.
Ringraziando il cielo, per i prossimi 4 anni e mezzo, fino alla prossima campagna elettorale, il problema non si porrà. Sono il primo a pensare di correre troppo con la mente. Però questo dilemma merita di essere discusso.

Il Popolo delle Libertà presenta al suo interno molte anime.
Ci sono sinceri liberali, come Antonio Martino. I miei preferiti ideologicamente.
Ci sono altrettanto sinceri Socialisti come Paolo Guzzanti.
Ci sono dei sinceri Democristiani. Quelli che mi piacciono meno in assoluto.
Ci sono dei sinceri Missini.
E c'è Berlusconi che, grazie ad un carisma straripante, tiene insieme queste anime.

La domanda è: senza Berlusconi, queste anime diventeranno dei sinceri Pidiellini?
Oppure rimarranno dei sinceri se stessi? Provocando il ritorno alle origini?

Il bipartitismo anglosassone dimostra che, nonostante il carisma del leader, i principi di fondo del partito sono condivisi.
Per il Popolo delle Libertà non mi sembra che si verifichi lo stesso fatto.
Non ancora quanto meno.

Esiste all'orizzonte una figura in grado di fare le veci di Berlusconi?
Uno che possa essere il suo degno successore?

Mi verrebbe da pensare che "l'eletto" possa essere Gianfranco Fini.
Un Fini che in questa campagna elettorale appariva come il Delfino del Premier.
Un ottimo politico, certamente, ma a mio avviso troppo legato ai giochi di Palazzo.
Una sorta di D'Alema della Destra Italiana.
Non ne sono onestamente molto convinto.

Il secondo nome potrebbe essere quello di Giulio Tremonti.
Il Ministro dell'Economia si sta giocando le sue carte mettendoci la faccia nelle scelte dell'attuale Governo. Un obiettivo ambizioso, il suo. Con qualche decisione politica per sembrare un uomo del popolo come la Robin Hood Tax e la Social Card.
Due esemplari dimostrazioni della vicinanza e della sensibilità verso gli elettori.
Secondo me, a Tremonti, manca la presenza fisica. Non ha i connotati del leader.

Un terzo possibile candidato non lo vedo.
Potrei azzardare un Formigoni, il quale ha dimostrato di saper amministrare ottimamente, prendendo anche decisioni politiche seguendo un progetto solido. Il modello Lombardia, è sicuramente il più avanzato e funzionale all'interno dello Stato.
E' però facile applicare un modello ad una società ricca e dinamica come quella Lombarda.
Più complessa è la digestione per luoghi più abituati a forme di assistenzialismo piuttosto che a modelli di sussidiarietà.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione, a cominciare dal congresso del Partito.
Sono speranzoso, per principio, e mi auguro nella presa di coscienza dei vari numeri due.

Discorso diverso per il Partito Democratico.
Veltroni era partito bene. Cercava di creare un'alternativa credibile al Popolo delle Libertà.

La missione è stata compiuta a metà. Il contorno è sostanzialmente perfetto.
Il PD si presenta come un partito a stampo maggioritario. Ha appeal dal punto di vista mediatico. E' chic e credibile all'apparenza.
Alle elezioni, però era troppo giovane e senza un progetto politico di medio-lungo termine.

E' come il PdL per la quantità di anime differenti che unisce sotto le sue bandiere.
E' all'opposto per la disunità di obiettivi.
Parisi sfila al NoCav Day. D'Alema vorrebbe riaprire alla Sinistra Comunista. Veltroni vuole andare da solo ma si accasa con DiPietro, poi per non farsi scippare la leadership rincorre i suoi nell'opposizione cieca ed ideologica.

C'è una buona base. Qualche giovane con le idee chiare esiste.
Il problema sono i maggiorenti. Troppo diversi e concentrati verso il proprio, e non il comune, scopo politico.
Non sono nemmeno in grado di fare una lista di papabili leader.
Manca un progetto, le fondamenta devono ancora essere gettate e la dirigenza non sembra intenzionata a farsi da parte, o a fare, almeno, un'esame di coscienza.

L'unico progetto visto a sinistra è rimasto fuori dal Parlamento.
La Sinistra l'Arcobaleno è morta senza mai essere nata.
Bertinotti, per quanto sia distante dalla sua visione, mi ha sempre impressionato.
Era credibile e concreto. Addirittura piacevole sentirlo parlare del suo progetto.
Talmente intelligente da essere anni luce avanti rispetto alla sua base. Ed è stato ammazzato dai suoi, che gli hanno preferito Ferrero in Rifondazione, e la morte di una Sinistra Alternativa in generale.

Sono perplesso.
Non vorrei mai che, con la fine dell'era Berlusconiana, si ritorni alla vecchia politica del Campanile.
Il compito della politica è assai difficile ed in salita.
Per restare credibile, deve evolversi in avanti. Con due progetti cconcreti,che lo siano indistintamente dal leader prescelto.
Tornare alla Prima Repubblica fatta di Post-Democristiani, Post-Comunisti, Post-Liberali, Post-Missini, Post-Socialisti, sarebbe un suicidio per l'Italia.

Viaggio tra SocietĂ , Politica e Teatrino

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 23 luglio 2008,21:48
Scrivo per rispondere ad un precedente commento del mio amico Macondo83.

Tema scottante numero Uno: La Società.
Perchè provo una certa repulsione verso la "società"?
Molte pecore formano un gregge. Un gruppo di bufali formano una mandria, un insieme di lupi formano un branco.
Un insieme di essere umani formano una Società.
Da Invidulista estremista penso che "società" sia un'insulto all'unicità degli uomini. E' impossibile e maledettamente riduttivo parlare di società.
La società non esiste. E' un modo per uniformare il pensiero. Per negare la bellezza dell'Individuo preso nella sua incredibile unicità. Al diavolo l'uguaglianza. Uguaglianza davanti alla Legge, magari. Un giudizio esente da questioni, come dire, "personali".
Uguaglianza nei Diritti. Questo sì. Uguaglianza nei Doveri. Questo mai. Davvero mai sentito qualcuno indignarsi per i Doveri.

Non essendo un Umanista o un Filosofo, non so spiegarmi molto bene, però spero di aver centrato l'obiettivo.
In caso contrario, rimando ad un post del caro amico Cam, il quale mi trova totalmente d'accordo.
Ecco il Link. L’Individuo e il gigante Brunetta

Tema scottante numero due: Democrazia e Dittature.
Macondo83, la barzelletta di Sarajevo mi lascia un po' perplesso.
Capisco il tono sarcastico. Ma su questo argomento non accetto compromessi.
Dici che la Dittatura di Tito garantiva quella stabilità che è venuta a mancare con le faide di potere, a lui succedutegli.
Non metto in dubbio che la Democrazia sia piuttosto complicata da attuare, però questo tuo ragionamento lascia trapelare che la Dittatura ha alcuni connotati positivi come la stabilità.
Per contrastare questa idea, voglio usare un paradosso.

Hitler garantiva stabilità. In Germania, ai suoi tempi, la popolazione viveva bene. Dopo la guerra, con l'avvento della Democrazia, i poveri tedeschi andavano a fare la spesa con i sacchi di Marchi. Si stava decisamente peggio.
Esiste essere umano dotato di cervello, che possa affermare che la dittatura Nazista fosse meglio della succesiva Democrazia della Germania Occidentale?

Mussolini garantiva stabilità.
Qualcuno crede al detto: "Si stava meglio quando si stava peggio"?
Se in Italia, qualcuno si permettesse di dire che: "Mussolini e il Fascismo garantivano stabilità", verrebbe giustamente messo alla gogna.

Tema scottante numero tre: Politica.
Parlavamo di Obama e McCain.
Due personalità totalmente diverse, due concezioni dell'America, e perciò del mondo, diverse.
Il bello dell'America è proprio questo. La Politica si fa su temi della Politica.
Parlano di Politica Internazionale, di Sanità per citare un argomento caro a molti Democrats, si parla di Istruzione, Cultura, Ambiente, Guerra e Pace, Giustizia. E molto altro.
Si possono avere, e si hanno, visioni totalmente diverse del mondo, e si combatte su quelle.
In Italia l'unica arma a disposizione è la propaganda delegittimatoria. Berlusconi non può perchè ha il Conflitto d'Interessi, Veltroni non può perchè è stato comunista, D'Alema perchè ha il baffino alla Hitler, DiPietro perchè non sa l'Italiano.
In America tutti possono governare, sulla credibilità dei candidati il Popolo decide e non c'è verso di contestare la decisione presa dalla maggioranza.
Accadde una sola volta, con Nixon che era accusato di Alto Tradimento alla Sovranità Popolare, non di avere TV private. Si rischiò con Clinton perchè mentì su un pompino. Ma non per il pompino. Un pompino è un pompino. E' un pompino. Rischiò per Falsa Testimonianza.

Tema Scottante numero quattro: Teatrino.
Negli ultimi mesi sto cercando di fare molta attenzione nel distinguere la Politica Vera dal Teatrino della Politica.
Il Teatrino della Politica è essenzialmente quella robaccia che quotidianamente ci propinano i Mass Media.
Scaramucce parlamentari, stracciamento dei vestiti per indignazioni di massa, interviste rilasciate da questo o dal quel politico.
La Politica vera è quella che viene fatta nelle Commissioni e in Parlamento senza il filtro dei giornalisti.
Quanto è salutare ascoltare una interrogazione parlamentare per capirne la differenza, ancora non lo so quantificare.
Ecco, la diatriba sulla Carfagna è teatrino.
Teatrino che distoglie l'attenzione dai problemi veri. Tutti a criticare la Carfagna. Nessuno sa, nemmeno il sottoscritto, quali siano le intenzioni politiche del Ministro delle Pari Opportunità.
Personalmente, di come sia diventata Ministra, interessa meno di nulla. Voglio vedere se vale il ruolo che le è stato assegnato. Nel caso non sia adeguata, dovrà sottostare al Sovrano Giudizio del Popolo.
Punto.