Nucleare: Stop delle Regioni

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 23 ottobre 2009,19:59
La notizia è del 20 ottobre ed è riportata dal Sole24Ore.
Almeno 12 regioni avrebbero ricorso alla Corte Costituionale per bloccare il ritorno del nucleare.

Con ogni probabilità entro febbraio, il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe rendere ufficiali i criteri in base ai quali saranno scelti i luoghi nucleari d'Italia. Luoghi nei quali la battaglia s'annuncia feroce. Già una dozzina di regioni hanno annunciato che ricorreranno alla Corte costituzionale contro il decreto nucleare con cui in settembre Scajola aveva previsto che, in caso di contenzioso senza soluzione, lo Stato avrebbe potuto imporre la sua scelta atomica alle regioni in cui le centrali sorgeranno. Il ricorso si baserebbe sul fatto che l'energia è materia concorrente, cioè da condividere, tra Stato e Regioni, e nessuna delle due parti può imporre nulla all'altra. Così gli uffici legali delle regioni si sono messi all'opera e stanno preparando i ricorsi. Accade ad esempio in Piemonte. E l'assessore all'Energia della regione Lazio, Giuseppe Parroncini, spega: "Il Governo non potrà ignorare il piano energetico regionale".

Riservando ad altro post tutte le considerazioni sulla validità del progetto nucleare, è opportuno fare un breve discorso in relazione al documento che prevede il ritorno dell'Energia Atomica.
Nel testo votato al Parlamento c'è un emendamento nel quale il Governo si riserva il diritto di estromettere gli enti locali, in questo caso le Regioni, da ogni discussione rispetto alla collocazione delle Centrali.

L'impegno del Governo di riportare la tecnologia in Italia è espresso anche nel programma elettorale.
Di questo bisogna dare atto perchè non su tutti i fronti il decisionismo è stato così solerte.
Ma c'è un problema.
In democrazia è necessario considerare l'opinione di tutti gli enti interessati e rinunciare al progetto nel caso di mancato accordo. Insomma, la democrazia prima di tutto.
Questo in realtà è un mezzo problema, perchè la decisione dovrebbe spettare alla cittadinanza.
Compito del Governo è quello di informare correttamente la popolazione della bontà dei propri progetti. Informare e creare il consenso necessario affinchè non ci si trovi in situazioni di protesta, manifestazioni e quindi in ritardi.

Purtroppo bisogna constatare che il consenso non è stato creato, non per la pochezza del progetto, ma per mancanza di volontà, incapacità comunicativa e perpetuarsi di scontro frontale senza un reale dibattito.

E' evidente che il problema sia sentito. Tutto ciò che riguarda introduzioni tecnologiche è estremamente complesso. E' impensabile spiegare in pochi minuti senza mostrare tabelle, comparazioni con altre tecnologie accettate e dati oggettivi inconfutabili dagli oppositori.

Il Governo dovrebbe impegnarsi in una campagna di sensibilizzazione concreta. Cioè basata sui numeri.
Dimostrare che la rinuncia al nucleare è un errore strategico.
Imporre con la forza può essere una soluzione, ma manca di lungimiranza, poichè se cambiasse la maggioranza sarebbe facile bloccare il progetto in funzione del consenso.
Avere il consenso dei Cittadini significa invece ridurre ai minimi termini le proteste, avere la possibilità di creare un progetto Paese, lungimirante e possibilmente condiviso.

Il Governo sbaglia, si munisca di tecnici specialisti ed utilizzi il Servizio Pubblico Televisivo per spiegare, rispondere alle domande dell'opposizione e dei contrari.
Questa è la linea vincente. Chiarezza, trasparenza, apertura alle diverse opinioni e sensibilità.
categoria:energia, nucleare, governo, regioni
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Rispettare il Programma di Governo

Uscito dal neurone di iotomy mercoledì, 21 ottobre 2009,08:37
Il sostegno per le politiche nazionali nei confronti di questo Governo non è mai mancato.
E' stata apprezzata la scelta di tenere chiusi i cordoni della borsa per non fare impennare il debito pubblico con distribuzione di denaro a tutti.
E' stata ritenuta una buona mossa quella di creare una Cassa Integrazione Straordinaria per i lavoratori cosiddetti Atipici.
Sono state ben accolte le politiche di Sicurezza nazionale, le Politiche Energetiche che riaprono le porte al Nucleare.
Il Governo si è ben comportato nelle situazioni di emergenza come i rifiuti di Napoli e il terremoto in Abruzzo. Ben comportato rispetto alle precedenti emergenze.
Qualcuno, io per primo, non ha apprezzato la soluzione per Alitalia, ma in generale il sentire comune voleva quello che è stato fatto.

Insomma il Governo è andato bene. Buone scelte.
Maroni, Brunetta, anche Tremonti finora non avevano deluso.

Adesso c'è stato un cambio di registro.
Un cambio sui fondamentiali delle Politiche Economiche e del Lavoro.
Il posto fisso non ci appartiene, banalmente non è nel programma che il Popolo del PdL ha votato.
Semmai l'esatto contrario.
Il Popolo di Berlusconi, e non di Tremonti o chicchessia, vuole anzi pretende una Liberalizzazione del Lavoro. Vuole la Riforma degli Ammortizzatori Sociali. Vuole un Mercato Libero.

Dal 1994 in poi, la Base di Forza Italia ha appoggiato Berlusconi per le sue proposte Mercatiste.
E la base è sempre la stessa. Piccoli imprenditori, Lavoratori autonomi, dipendenti stanchi delle promesse da mercante dell'economia sociale di mercato.

Non è comprensibile come un esperto qual'è Tremonti sia cascato su certi argomenti.
Il posto fisso, magari anche il minimo salariale garantito.
Tutto questo potrà piacere alla Sinistra Post-Comunista, che infatti lo considera tutt'ora un punto fondante del proprio programma.
Certamente queste scelte non piacciono all'elettorato del Popolo della Libertà.

Il PdL vuole libertà, vuole responsabilità, vuole che non si ficchino le mani nelle tasche degli Italiani.
La proposta piace alla Cgil. Per l'amor di Dio, avranno le loro ragioni, ma non può essere considerata un interlocutore più importante dell'elettorato che ha concesso il potere di governare.

Allora diciamolo chiaramente, in modo che rimanga.
L'elettore del Popolo delle Libertà difende Berlusconi nei processi, difende le politiche di immigrazione della Lega, difende la lotta agli sprechi e ai fannulloni ma...
non difenderà mai questa visione del Lavoro.

Il programma è chiaro.
Liberalizzazioni, Mobilità, Ammortizzatori Sociali, Tasse.
O così, o addio Berlusconi, addio Tremonti.

AAA Automobili Alternative Cercasi

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 16 maggio 2009,14:03
Dopo che il Corriere della Sera ha proposto un articolo sulla possibile rinascita di Eolo, la prima autovettura ad aria compressa, è giunto il momento di fare un quadro sulla situazione delle Automobili alternative.

Lasciamo per un attimo da parte Eolo, su cui tornerò, per un resoconto più generale.

Indubbiamente i derivati del petrolio continuano a farla da padrona, molti passi in avanti sono stati fatti per migliorare efficienza, qualità dei gas di scarico e sicurezza.

Oggi la principale alternativa è l'auto a Gas Metano.
Molte aziende produttrici propongono già la vettura ibrida con la doppia alimentazione.
Molto presto, si avrà quasi certamente un incremento dei distributori di GPL, e questo gioverà a tutto il settore prospettando ulteriori investimenti e sviluppo.
La trazione a Gas è facilitata dal basso costo del carburante, dal consumo contenuto e dai veloci miglioramenti in rendimento.
D'altro canto anche anche il problema del riempimento delle bombole sembra superato.
Era un problema molto serio dovuto alla pressione interna, alla soggezione alla temperatura, che gravava fortemente sulla sicurezza.
Per il momento si preferisce però l'alimentazione Ibrida, Benzina + GPL, poichè ancora non è garantita la parità di prestazioni.
Siamo comunque abbastanza vicini al momento in cui automobili alimentate solo a GPL potranno essere vendute su larga scala.

Qualche tempo fa, l'attenzione dell'opinione pubblica era stata attirata delle automobili alimentate a Idrogeno (H2).
Ottime prospettive per l'inquinamento, la produzione di scarico consisteva essenzialmente in qualche goccia d'acqua o vapore. Comunque nulla di potenzialmente nocivo.
Qualcosina si è mosso, le case automobilistiche stanno facendo un po' di ricerca in questo senso, ma rimangono due enormi problematiche a riguardo.
Il rendimento e l'assenza di idrogeno allo stato naturale.
Sul rendimento è possibile fare molto, ovviamente, bisogna vedere qual'è il reale potenziale del motore a idrogeno.
BMW ha presentato un'auto, la Hydrogen 7, altri hanno previsto qualche modello.
Purtroppo la documentazione tecnica è introvabile, risulta pertanto difficile fare una valutazione che vada oltre la potenza e la quantità di emissioni.
L'altro importante problema è la non esistenza dell'idrogeno allo stato naturale.
Come avviene per i carburanti tradizionali, l'idrogeno deve essere prodotto attraverso un procedimento chimico. Elettro-chimico in questo caso.
L'idrogeno è ricavabile in grande quantità dall'oceano, specialmente in profondità, è chiamata acqua pesante (D20) ovvero ossido di deuterio.
Tuttavia deve essere scisso dall'ossigeno attraverso l'elettrolisi dell'acqua leggera.
Ne consegue che per il momento, l'auto ad idrogeno non è commerciabile su larga per via dei costi di produzione del carburante. Si aspettano sviluppi.

Una terza possibile, forse, alternativa è rappresentata dalle Automobili completamente Elettriche. Stesso discorso valido per l'auto a idrogeno. Niente inquinamento, assoluta assenza di rumorosità, tant'è che l'UE ha deciso di legiferare per obbligare all'impiego di segnalatori acustici.
I problemi dell'automobile elettrica sono relativi allo stoccaggio e trasporto di carburante, le Batterie. Attualmente è possibile viaggiare per circa 2 ore, a velocità moderata, prima della ricarica. Gli studi sono attualmente concentrati sullo sviluppo di nuove, più efficienti e durature batterie.
Non mi risulta che si sia pensato a distributori di energia elettrica, perciò non è conveniente per tragitti di medie distanze, più applicabile in città dove la velocità è forzatamente ridotta e i tempi di percorrenza minimi.
Teslamotor, di cui sono grande sostenitore, ha lanciato uno Spider Full Electric.
Ma per il momento non credo si andrà oltre il grado di moda di nicchia.

Eolo, l'auto ad aria compressa.
E' quella che tecnicamente mi convince meno, insieme alle vetture ad energia solare.
Ci sono diversi problemi, innanzitutto la rapidità di scarica del compressore, in secondo luogo la possibilità di congelamento dei componenti.
Non credo che possa avere grandi possibilità di successo nemmeno nel medio periodo.
Intanto pare che AirFrance voglia testarla per i trasferimenti all'interno degli aeroporti. Rimane il silenzio totale sui dati tecnici.
A proposito dell'automobile ad Energia Solare, vale lo stesso discorso fatto sulla macchina elettrica. Il problema risiede nella batteria, poichè i pannelli generano corrente per caricare quella. Nel caso di alimentazione diretta del motore elettrico, non credo siano necessarie molte parole. Dipende dal rendimento, dimensione del pannello e dall'intensità dell'irradiazione.

In conclusione si può dire che attualmente non esista una vera alternativa alle automobili convenzionali.
I motivi sono essenzialmente di due tipi:
1. non esiste una materia prima da sostituire a petrolio e gas per l'alimentazione diretta;
2. le prestazioni raggiunte in termini di rendimento e potenza non sono adeguate.

Per rendere appetibili e realmente meno inquinanti le automobili a propulsione alternativa sarebbe necessario modificare le forme di generazione dell'energia elettrica, sia per i motori elettrici, sia per l'elettrolisi dell'idrogeno.
Attualmente si tratta esclusivamente di spostare la fonte d'inquinamento dalle vetture, a nuove centrali funzionanti a gas o a petrolio.

La Mafia del Gas

Uscito dal neurone di iotomy venerdì, 09 gennaio 2009,15:19
I Quotidiani di questi giorni stanno tempestando l'opinione pubblica con Articoli relativi alla "diatriba" tra Russia e Ucraina per il commercio di Gas targato Gazprom.
I Governi Europei si dicono tranquilli per via delle riserve stoccate nei Depositi Nazionali e per la possibilità di prelevare il Gas da altri Stati fornitori, in particolare Algeria, Libia e Norvegia.

Queste sono le Notizie Ufficiali:
l'Ucraina non ha pagato gli arretrati dell'anno precedente di circa 1.5/2 miliardi di euro.
La Russia decide di bloccare le forniture fino al pagamento.

L'Ucraina inizia ad attingere alle riserve destinate all'Europa.
L'Europa inizia d interessarsi alla vicenda.
Entro pochi giorni verrà stipulato un contratto provvisorio non molto chiaro.

La faccenda è molto più complessa e risale a tempi antichi, agli albori dell'Unione Sovietica.
Negli anni '20 e '30 nasce l'industria sovietica del gas e nasce in Ucraina.
Sebbene con il tempo i maggiori impianti si siano spostati in Siberia Occidentale, l'ex Repubblica Sovietica detiene ancora le infrastrutture necessarie per il commercio del gas in Europa.
Non solo i gasdotti, unica via percorribile per portare il gas russo in Europa, ma anche e soprattutto gli enormi depositi di stoccaggio. Indispensabili per compensare le richieste invernali, generalmente 2-3 volte superiori a quelle estive.
Il flusso del gas nei metanodotti dalla Russia all'Ucrania non è sufficiente a soddisfare le richieste invernali.
Così la Russia spedisce gas tutto l'anno in maniera più o meno costante, così gli eccessi estivi vengono stoccati in Ucraina.
E' importante rilevare che l'interdipendenza tra Russia e Ucraina è molto forte.
L'Ucraina è molto industrializzata e necessita molto gas, d'altro canto la Russia ha bisogno dell'Ucraina per trasportare il suo gas in Europa e onorare i contratti.
Inoltre l'80% del gas russo per l'Europa transita dall'Ucraina.

Dopo la caduta del Muro, l'Ucraina, che aveva sempre ricevuto il gas senza problemi, era convinta che l'usanza continuasse anche dopo la Dichiarazione d'Indipendenza.
La Russia avrebbe continuato a usufruire gratuitamente delle Infrastrutture, continuando a fornire il 20% del gas in transito dall'Ucraina.
Così l'Ucraina aveva gas gratis ed in cambio concedeva il propri 1000km di gasdotti.
Un accordo ragionevole per entrambe.

Negli anni '90, nonostante l'accordo, la Russia ha più volte tentato di farsi pagare il gas, anche chiudendo i rubinetti.
Il tentativo finiva regolarmente con un nulla di fatto. L'Ucraina attingeva alle riserve destinate all'Europa Occidentale, il clienti protestavano e la Russia subito cedeva.

I problemi divennero più seri a partire dal 2003 con l'incremento del prezzo del petrolio rispetto al quale il gas russo era indicizzato per i pagamenti degli Stati Europei. E continuarono anche nel 2004, nonostante la Rivoluzione Arancione avesse fatto aumentare, seppur di poco, i rapporti commerciali, diplomatici e militari dell'Ucraina con l'Europa Occidentale.
Nuovi tentativi della Russia di farsi pagare che finivano con un nulla di fatto.

Nel 2006 la svolta.
Non per i termini del contendere ma perchè sia Russia sia Ucraina cominciarono a pubblicizzare all'esterno la loro disputa.
L'Europa si è rivelata subito attenta, preoccupata per la propria sicurezza energetica.
Quando ai primi di gennaio venne siglato l'accordo, i media non compresero cosa probabilmente si nascondeva dietro a contesa.
L'accordo siglato non aveva alcun senso, ma nessuno se ne accorse.
Il prezzo dichiarato dalla Russia era molto diverso da quello dichiarato dall'Ucraina, anche conteggiando la grossa quota di provenienza turkmena a costo bassissimo, con la funzione di bilanciare i prezzi.
Nessuno si chiese perchè il Turkmenistan stesse praticamente regalando il gas.
Ma questo aveva ricominciato a fluire e tanto bastava per l'Europa.

Veniamo alle probabili motivazioni che spingono ad allestire questo teatrino.
L'obiettivo non è terrorizzare gli Europei, entrambi gli Stati sanno che perdere i clienti occidentali sarebbe controproducente.
L'obiettivo non può essere costringere l'Ucraina a pagare il gas ad un prezzo maggiore (sempre che abbia mai sborsato un cent), perchè questa potrebbe farsi pagare il noleggio delle infrastrutture e ri-bilanciare costantemente il costo del gas russo.
Gazprom non potrebbe permettersi di perdere i lucrosi contratti con l'Europa, quindi un accordo per il trasporto con l'Ucraina è indispensabile.
Inoltre ci sono i vecchi contratti non ancora scaduti e nessuna delle due parti può rivederli unilateralmente.

Niente di tutto questo.

In gioco ci sono i fondi neri che politici e aziende russe e ucraine si spartiscono alle spalle delle rispettive popolazioni.
Cambiando ciclicamente le modalità di transazione, e altrettanto ciclicamente cambiando i beneficiari di queste immense ricchezze, il tutto contornato da qualche morto, incarcerato o esiliato.
Dal 2006 si ripropone la stessa storia. Non cambia nemmeno il valore dell'arretrato.
Questa sembra essere la reale trama della tragi-commedia.

Il fatto preoccupante è che agli alti livelli politici e gestionali di Russia e Ucraina si combattano annualmente delle faide tra non ben identificati boss mafiosi.

A Margine:
sebbene Gazprom abbia un debito societario di 50 miliardi di dollari e stia cercando disperatamente liquidità, l'accordo siglato recentemente con la Bielorussia è ben al di sotto delle iniziali aspettative di Gazprom.
Qualcuno ha pensato sicuramente male, quando il Presidente bielorusso ha candidamente dichiarato che, per concludere l'accordo, nella trattativa si sia discusso anche del riconoscimento delle regioni separatiste di Ossezia del Sud e Abkazia.

PS. Grazie a Simona di Rivoluzione Italiana. Un lavoro sempre eccezionale.

Nevica: Colpa del Global Warming

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 08 gennaio 2009,12:58
In tutto il Nord Italia nevica da ormai qualche giorno, ma tutta l'Italia è colpita da un freddo "anomalo".
Questa coincidenza ha fatto finalmente alzare la voce a tutti coloro che da sempre si oppongono all'idea di un Riscaldamento Globale per cause antropiche.

Come spesso accade quando a discutere non sono scienziati, si finisce a giocare a chi la spara più grossa.
"Lo dicevo io, non esiste il Global Warming, nevica Governo Ladro."

Dall'altra parte si cerca di giustificare le teorie della Febbre Terrestre, affermando che non è una singola stagione a determinare l'inversione della tendenza.

Gli scienziati godono sicuramente di fronte a due imbecilli che discutono di Global Warming Sì e Global Warming No.
I più avanguardisti parlano addirittura che si potrebbe già parlare di una Mini Era Glaciale, in stile 1600.
Gli altri, al momento devono abbandonare la Coperta Termica che permetterebbe di coprire tutto l'Artico per mantenere i Ghiacciai alle attuali condizioni.

Se i primi sono scemi, i secondi sono deficienti.

Il 1998 fu un anno particolarmente caldo, e si cominciò a discutere di riscaldamento.
Prima di allora, gli anni '70 furono leggermente più freddi, e nacque il Movimento per l'Earth Day.
Si diceva che il gas serra avrebbe impedito ai raggi ultravioletti di penetrare l'atmosfera con conseguente raffreddamento del Globo.
Questo inverno, dopo un inizio mite, è particolarmente freddo, e qualcuno già parla di nuova era glaciale.

La verità è che non basta una stagione, un anno o un decennio per stabilire la tendenza.
Tutti questi allarmismi sono dovuti al fatto che la politica necessita di problemi per autoincaricarsi a risolverli.
Ridicolo il Protocollo di Kyoto, ridicola l'Unione Europea, ridicoli tutti coloro che attribuiscono all'Uomo le colpe di sedicenti cambiamenti climatici.

La Terra, il Sistema Solare, l'Universo continueranno a farsi i fatti loro con la stessa imprevedibilità avuta negli ultimi 12 o 13 miliardi di anni.

L'Uomo non è colpevole.
Ma è molto chic attribuire all'Uomo la causa di qualunque problema climatico.
Mettiamoci definitivamente una pietra sopra.

Anche coloro che parlano di risparmio energetico, di girarsi le mutande per non sprecare acqua dovrebbero tacere e smetterla.
Il Risparmio Energetico di fonti fossili non rinnovabili non ha senso.
Non ha senso perchè si sposterebbe in là di qualche mese, qualche anno forse, l'esaurimento di scorte comunque destinate a finire.
E quale sarebbe il vantaggio?
Nessuno, anzi si produrrebbe un rallentamento della crescita economica, dello sviluppo delle nuove economie emergenti.
Non hanno queste diritto a migliorare le proprie condizioni di vita?

E' molto stupido fare i parsimoniosi quando si hanno livelli di vita come i nostri Occidentali.
La storia è lì a dimostrarlo.
100 anni fa l'Occidente era povero e inquinatissimo per via della forte industrializzazione, insensibile alle questioni ambientali.
Oggi l'inquinamento non è più quello di qualche decennio fa, ma le condizioni economiche, igieniche sono migliorare in modo spropositato rispetto ai danni causati.
E oggi abbiamo un'arma in più per evitare o limitare possibili danni.
Qualcuno ha già avuto il problema dell'inquinamento asfissiante e con le proprie tecnologie può essere d'aiuto allo sviluppo di questi Paesi affamati di energia e di risorse.

Come al Solito, COME AL SOLITO, l'Uomo non è il Problema.
L'Uomo è la Soluzione.

L'Italia, l'Europa, la Russia

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 20 novembre 2008,21:05
L'Italia e l'italiano medio, termine orrendo che questa volta rende l'idea, se ne fregano totalmente della politica internazionale.
E' tremendamente nota la vicenda del Ministro degli Esteri Frattini, il quale durante il caldo della crisi in Georgia, se ne stava bellamente e comodamente in spiaggia in qualche sperduto paradiso tropicale.

L'atteggiamento italico è altresì evidenziato dalla totale mancanza di informazione sulla politica dell'Unione Europea, la quale, giorno per giorno, sta espropriando il Parlamento Italiano della Sovranità Nazionale.
Certo, tutti sanno che esiste una sedicente Costituzione Europea, un librone spesso diversi centimetri. Ovviamente è arcinoto che fu Fini, in qualità di Ministro degli Esteri, a partecipare alla compilazione della stessa.
Forse non tutti sanno che le uniche due volte che il cittadino è stato chiamato ad approvarla, la Costituzione Europea ha ricevuto grossi schiaffoni. In primo luogo da Francia e Danimarca, e successivamente dall'Irlanda (EIRE).
E' molto divertente che l'italiano medio non possa nemmeno rispondere con un ipotetico voto di approvazione, perchè la Costituzione Italiana vieta il referendum sui Trattati Internazionali.

Ma non è necessariamente questo l'argomento del post.
In Italia è una non-notizia che nell'ultima settimana si è tenuto il vertice NATO, che tutti conoscono solo come la contro-parte a Stelle e Strisce del Patto di Varsavia.
Per qualcuno la NATO è l'essere molto cattivo che ha delle basi militari in tutta Europa, specialmente in Italia. Beppe Grillo, ad esempio, ne ha contate mille mila.

Forse è del Vertice NATO tenutosi a Valencia che voglio parlare.
E' notizia di questi giorni che la Madre-Patria Russia, senza falce e martello, ma più incazzata di prima, sta predisponendo dei missili a Kaliningrad, in risposta all'arrogante pretesa della Polonia di servirsi dei missili americani, quali difesa del proprio territorio.
Secondo gli esperti della Russia, gli US-Missiles sono una minaccia per la "pace mondiale" e un atto di offesa nei confronti del ritrovato nazionalismo post-bolscevico.

Vediamo di chiarire questa faccenda una volta per tutte.
I missili richiesti dalla Polonia, non hanno testata. Ovvero, se non colpissero un missile nemico, non esploderebbero. Sono detti, appunto, missili ad impatto, perchè nello scontro con il missile intercettato provocherebbero l'esplosione dello stesso, distruggendolo.
Mi pare evidente che, nella volontà di offendere, questi giocattoli sono i primi ad essere scartati. E' altresì noto, ma non a tutti, che la Polonia ha richiesto missili di difesa.
Molto meno noto è che i Russi stanno mentendo clamorosamente, sia sulla Georgia, sia pretendendo di dire che le contromisure della Polonia siano in realtà una minaccia per il Cremlino.

Si potrebbe aggiungere che, come missili di difesa, sono scarsi nel medio-corto raggio.
Sono ideali per colpire bersagli partiti da non meno di 2000 miglia, circa 3200 Km.
Cosa significa questo?
Significa che la Russia dovrebbe lanciare i missili dal centro di Mosca, o poco più in là, perchè quelli Americani possano essere delle contromisure credibili.
Sono in effetti progettati per difendere l'Europa da possibili futuri attacchi da parte dei Paesi MediOrientali, in particolare dall'Iran di Ahmadinejad e Khomeini.

Tutto questo, in Italia, non è concesso saperlo.
Gli Italiani sanno di missili USA da schierare in Polonia. Non ne conoscono la natura.
Gli Italiani sanno che siamo in buoni rapporti con Mosca, e bisogna fare di tutto per scongiurare possibili crisi internazionali.
Gli Italiani sanno che dipendiamo energeticamente dalla Russia.
Gli Italiani non sanno che l'Ucraina ha cercato modestamente di smarcarsi dalla ex-madrepatria ritrovandosi al gelo perchè qualcuno ha chiuso il rubinetto del Gaz. "Scherzavamo" e l'Ucraina è tornata delusa sui suoi passi.
Gli Italiani non sanno che Putin è l'ex-capo dell'FSB, già storicamente noto come KGB.
Gli Italiani non sanno che Medvedev è un altro personaggio di spicco del KGB.
Gli Italiani non hanno mai sentito parlare di Alexeevich Zubkov, attuale boss di Gazprom, ex-Primo Ministro (attuale ruolo di Putin) e uomo del KGB.

Come disse McCain, in risposta a Bush: "Io in quegli occhi leggo solo tre lettere Kappa-Gi-Bi".

Tutti i potenti della Russia attuale sono uomini del KGB.
Se l'URSS aveva un problema ideologico, il KGB non ce l'ha. Ma KGB e URSS sono accomunato dallo stesso intento. Prendersi l'Europa.

To be continued...

Nota a margine: non è mia intenzione fare il Travaglio, o il Grillo, che urlano  vanvera sulla cattiva informazione che esiste in Italia, come scusa per inventare notizie false.
La mia intenzione è quella di spingere le persone a informarsi. Non solo con la rete, dove si trova sempre tutto e il contrario di tutto, ma di seguire i telegiornali stranieri, legge quotidiani esteri. Non limitarsi a sfogliare il Corsera o Repubblica. Bisogna costringere i media a fare informazione seria.

Che cazzo fai, Silvio?

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 15 novembre 2008,14:04
Sono inorridito e vomito dinnanzi alla posizione politica di Berlusconi in Europa, nei rapporti con la Russia, e contro l'America.
Qualcosa non torna.

Voce a Fausto Carioti, che ha ben chiara quale sia la motivazione principale che spinge il Premier ad allontanarsi dagli USA dell'ormai ex-amico George W. Bush, per entrare nel circolo ristretto degli amici del KGB russo e del suo Capo Vladimir Putin.


Viene quasi da ridere a scriverla, per quanto appare paradossale. Ma siccome è la verità, tanto vale dire le cose come stanno. Silvio Berlusconi, in politica estera, in questi pochi mesi di governo è riuscito a fare quello che Palmiro Togliatti e i suoi successori alla guida del Pci hanno tentato, senza successo, per mezzo secolo: portare l’Italia nella sfera d’influenza del Cremlino e allontanarla dall’orbita americana. Oggi siamo il Paese occidentale più vicino alla Russia. Che non sarà più il cuore dell’Unione sovietica. Ma resta governata dai figli del Kgb, il servizio segreto del partito comunista. Questo, comunque, sarebbe il meno. La Russia, in fin dei conti, sembra quasi una democrazia e soprattutto ci vende il gas, senza il quale passeremmo l’inverno al freddo e a luci spente. I motivi per un buon matrimonio di convenienza, insomma, ci sarebbero pure. Il problema vero è l’altro: gli Stati Uniti d’America. Perché, se non si fosse ancora capito, siamo a un passo dalla crisi diplomatica con Washington.

Se la situazione non è precipitata è perché George W. Bush è in scadenza di mandato e il suo successore, il democratico Barack Obama, aspetta di essere insediato - accadrà il 20 gennaio - per dare la linea all’America e ai suoi alleati. Ma le cose dette mercoledì a Smirne da Berlusconi hanno lasciato il segno. Le parole con cui si è schierato senza il minimo indugio al fianco della Russia «provocata» dall’installazione dello scudo antimissile americano in Polonia e Repubblica Ceca, dal riconoscimento del Kosovo e dal possibile ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato, sono state conservate e messe da parte sia dagli analisti dello staff di Bush sia da quelli di Obama. I primi perché le «provocazioni» che secondo Berlusconi avrebbe subito la Russia sono, assieme alla guerra in Iraq (che se fosse stato per il Cavaliere non si sarebbe mai fatta) e a quella in Afghanistan, i pilastri della politica estera del presidente uscente. Del quale, a questo punto, l’“amico” Silvio non sembra salvare quasi nulla. La correzione sullo scudo antimissile fatta ieri da Berlusconi, il quale ha detto che «gli Usa hanno il diritto di difendersi da quella che ritengono una minaccia alla loro sicurezza», raddrizza un po’ la direzione, ma non cambia i termini della vicenda.

Gli uomini di Obama, invece, hanno avuto buoni motivi per sospettare che Palazzo Chigi e il Cremlino giochino di sponda. Poco prima di Berlusconi aveva parlato l’ambasciatore russo presso la Ue, Vladimir Chizhov, ribadendo che, se Obama avesse confermato lo scudo, Mosca avrebbe piazzato i missili Iskander a Kaliningrad: una enclave russa sul Baltico, tra Polonia e Lituania, da dove le testate russe terrebbero sotto tiro l’intera Polonia. L’ambasciatore di Putin, nel lanciare questa minaccia, ha detto a Obama che il sostegno per lo scudo americano in Europa è «tiepido», per non dire freddo. Le parole di Berlusconi hanno confermato al nuovo presidente americano che è proprio così.

Niente di strano, insomma, che, mentre Washington preferisce non commentare, ieri dal Cremlino sia arrivato un messaggio di ringraziamento: «Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sono accolte dalla Russia come passo verso una valutazione adeguata dell’attuale situazione». Di questi tempi, infatti, accadono cose ancora più impensabili. Come sentire il responsabile del “dipartimento della Pace” di Rifondazione Comunista, Alfio Nicotra, dire che «il cambio di posizione del governo italiano sullo scudo antimissile è una buona notizia». Apprezzamenti che potrebbero dare al presidente del Consiglio qualche spunto di riflessione.

Berlusconi - lo ha ribadito anche ieri - è un perenne nostalgico di quello che chiama «lo spirito di Pratica di mare»: nel 2002, al vertice che si tenne alle porte di Roma, riuscì a mediare con successo tra Putin e Bush e ad avviare il dialogo tra i due. Oggi che l’atmosfera ricorda quella della Guerra Fredda, non passa giorno che non invochi il ritorno a quel tempo. Magari tra un anno si scoprirà che faceva bene ad essere fiducioso. Ma al momento gli Stati Uniti ritengono del tutto improponibile una politica nei confronti della Russia simile a quella di sei anni fa, e giudicano fuori dal tempo i tentativi italiani di barcamenarsi tra le due potenze.

Attorno al Mar Caspio, ad esempio, si sta giocando una delle partite più importanti e l’Italia, secondo Washington, indossa la maglia sbagliata. Dalle sponde del Caspio parte il gasdotto che da Baku, in Azerbaigian, passa per Tbilisi, in Georgia, e arriva a Erzurum, in Turchia, dove dovrebbe collegarsi con la conduttura Nabucco, per ora esistente solo sulla carta, e portare così in Europa il gas di Azerbaigian, Turkmenistan e Kazakistan. Tutto questo - qui è il senso politico dell’operazione, sponsorizzata dal dipartimento di Stato americano - tagliando fuori la Russia. Mosca, infatti, non l’ha presa bene. Da un lato, assieme all’Eni, il Cremlino ha promosso un progetto alternativo, il gasdotto South Stream, che farà arrivare in Europa il gas della società pubblica Gazprom, legata a triplo filo con Putin. Dall’altro, ad agosto, la Russia ha spedito i suoi carri armati in Georgia. I motivi ufficiali erano altri, s’intende, ma è difficile non vedere nei cingolati russi anche un messaggio - molto efficace - volto a dissuadere chiunque abbia voglia di investire sull’infrastruttura rivale. Sia il gasdotto South Stream sia l’intervento militare russo in Georgia hanno avuto la benedizione di Berlusconi e sono stati condannati dalla Casa Bianca, che vuole impedire a Putin, come ha scritto poche settimane fa il Financial Times, di «soggiogare l’Europa attraverso l’energia».

Se il premier si è schierato in modo così deciso, è probabile che qualcuno lo abbia convinto che l’amministrazione Obama intenda fare marcia indietro su molte delle scelte di Bush. Se ciò avvenisse anche nei confronti della Russia, Berlusconi potrebbe dire, a buon diritto, di aver portato il nuovo presidente americano sulle sue posizioni. Ma è ingenuo pensare che Obama voglia cancellare tutta la politica estera statunitense degli ultimi otto anni. Molte delle scelte fatte da Bush, infatti, sono state dettate dagli obbiettivi storici di Washington, dalle alleanze tradizionali e dalle esigenze di approvvigionamento energetico. Tutte cose che non cambieranno con il passaggio dell’amministrazione nelle mani di Obama. Ed è difficile credere che il prossimo presidente americano intenda lasciare spazio libero al nuovo espansionismo russo.

Ecologisti Protestati

Uscito dal neurone di iotomy sabato, 18 ottobre 2008,18:19
L'Ideologia è proprio una brutta bestia, qualunque nome essa assuma. Si chiami Comunismo, Liberismo, Socialismo, Fascismo, Fancazzismo. Il risultato è sempre il medesimo. Da qualche anno ha preso decisamente piede una nuova forma di ideologia: l'Ecologismo o Ambientalismo.
Come tutte le buone ideologie che si rispettino, non ne azzecca una.
Gli Ecologisti incarnano perfettamente i modello dell'ideologo affumicato.
Prendono un problema a scelta della società. Lo stigmatizzano, lo esorcizzando, lo ingigantiscono. Poi si arroccano come unico difensori o attaccanti, a fasi alterne, di tale problema della società.

Il Movimento Greenpeace già da decenni si considera il cavaliere templare a difesa del Santo Graal dell'ambiente. Indimenticabili sono le manifestazioni di protesta contro le piattaforme petrolifere americane, o le sceneggiate contro l'utilizzo di energie molto efficienti ma che hanno indubbiamente delle controindicazioni generalmente ridotte all'osso dai controlli durissimi cui sono sottoposti.

Questa volta però la protesta è andata malino, per non dire che è stata un disastro colossale.
Infatti i nostri amici protestatori di mestiere hanno trovato pane per i loro denti, o meglio aria per i loro polmoni.
La nostra allegra comitiva ha messo in scena una manifestazione di protesta contro l'apertura della nuova centrale a carbone pulito di Civitavecchia. Un bel corteo, striscioni, fischietti e slogan d'ordinanza.
Tornati poi al loro centro organizzativo di protesta hanno trovato una cattiva sorpresa.
I lavoratori della centrale dell'ENEL hanno organizzato una contro manifestazione per urlare il loro dissenso alla violenza pacifica degli ideologhi di Greenpeace. Una manifestazione coi fiocchi. Inclusi striscioni e slogan. <<Andate a Lavorare>> è stata la parola d'ordine, o almeno lasciate in pace chi vuole lavorare dignitosamente.

Morale della favola: per una volta i professionisti della protesta, sono stati protestati.
categoria:ambiente, ecologia, energia, verdi
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Periodo Complicato

Uscito dal neurone di iotomy giovedì, 26 giugno 2008,13:12
Si prospettano giorni difficili.
I conti in sospeso con l'Ingegneria mi occupano gran parte delle giornate, e il tempo da dedicare al teatrino della Politica è ridotto all'osso.
Risolvo Bilanci e Sistemi più o meno Energetici a tutte le ore del giorno e della notte.
Appena avrò il tempo, dedicherò un post ad un interessante articolo letto oggi su Il Giornale.
Parla di Energia e Civiltà. Lo consiglio vivamente a tutti, può essere uno spunto per molti argomenti.
A presto.
categoria:studio, energia, potenza, universitĂ 
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Storie di Democrazia Energetica

Uscito dal neurone di iotomy martedì, 27 maggio 2008,14:12
Chiudete gli occhi.
Pensate ad un mondo giusto.
Pensate alla libertà di decidere per voi stessi.
Pensate alla libertà di non dipendere da nere Lobby.
Pensate alle orribili centrali nucleari portatrici di morte e bombe.
Pensate ora al cielo più blu che abbiate mai sognato.
Pensate alla brezza del venticello fresco che muove i vostri capelli.
Pensate al Sole che splende alto nel Cielo.
Pensate al ruscello che scorre pulito dalle montagne al quale potete abbeverarvi.
Pensate al sottile canto della natura.
Pensate alle pale eoliche e ai pannelli solari che donano pulita energia.

Ora aprite gli occhi.

Pensate che non avete il cellulare.
Pensate che non avete il computer.
Pensate che non avete l'automobile per spostarvi.
Pensate che non avete il treno per andare dagli amici distanti 300km.
Pensate che non avete l'aereo per visitare le bellezze del mondo.
Pensate che non avete l'autobus per recarvi a scuola.
Pensate che quattro su cinque dei vostri amici non sono mai nati.
Pensate che dovete chiedere il permesso allo Stato per avere un figlio.

Se il Sole non brilla, se il vento non soffia, e non c'è l'energia, voi dovete chiedere allo Stato il permesso di mettere a frutto l'amore.
Pensate al Dolce Rientro.
Pensate che il mondo non ha sufficiente energia per tutti.
Sperate di non essere uno di quei quattro quinti che devono abbandonare il pianeta.

Ecco, questa è democrazia energetica.